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Ecco Takagi & Ketra, conosciamoli meglio!

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Alessandro Merli e Fabio Clemente, in arte Takagi & Ketra, titolari dell'aspirante tormentone "L'esercito del selfie".

“L’esercito del selfie”, fra gli aspiranti tormentoni dell’estate, con le voci di Lorenzo Fragola e Arisa, è il primo singolo dei produttori Takagi & Ketra.

Dopo aver firmato almeno un paio di tormentoni estivi come “Roma-Bangkok” di Baby K & Giusy Ferreri e “Vorrei ma non posto” di J-Ax & Fedez, i produttori Takagi & Ketra hanno deciso di mettersi in proprio e proporsi con il singolo “L’esercito del selfie“, in cui fanno cantare Lorenzo Fragola e Arisa, mentre il video si avvale delle partecipazione straordinaria di Pippo Baudo e Francesco Mandelli.

«Una formula per il tormentone non esiste, noi cerchiamo una semplicità quasi matematica da sequenza di Fibonacci – ha spiegato all’Ansa Takagi, al secolo Alessandro Merli, un passato con i Gemelli DiVersi – Sicuramente è fondamentale stare bene in studio con artisti e autori: il nostro lavoro è sempre corale».

Per Fabio Clemente alias Ketra, già membro dei BoomDaBash, serve anche un appetito musicale vorace: «Questa è l’era dell’assemblaggio: bisogna comporre un pezzo con uno spirito da playlist». Un approccio da pop art, aggiunge Takagi, in cui sensazioni e giri disparati, come la musica leggera degli Anni 60 evocata ne “L’esercito del selfie”, vengono duplicati e reinventati: «Volevamo creare un cortocircuito temporale con un suono che in realtà tutti hanno dentro, perché fa parte di un repertorio culturale condiviso: in un periodo di sovraffollamento di canzoni latine, alcune magari prodotte da noi stessi, ci è sembrata quasi una missione».

Scritto con un altro aspirante re dell’estate come Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti («L’ha finito in appena 25 minuti, il tempo di cominciare a registrare», ricorda Ketra), il pezzo dal gusto satirico non parla solo dei giovani, come quell’esercito del surf di Catherine Spaak riecheggiato nel titolo: «Il selfie non è più una pratica solo da ragazzini: raccontiamo di come si è persa la capacità di godere del momento».

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