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Sindaco Brugnaro: carcere per i piccoli reati

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Il sindaco Brugnaro alla Camera per la proposta di legge “Interventi legislativi volti a contrastare i comportamenti lesivi della sicurezza e del decoro urbano”

Luigi Brugnaro, Renato Brunetta e Andrea Causin sono accorsi a Roma per presentare alla Camera una proposta di legge che prevede un giro di vita per chi imbratta muri e delinque forte della mancanza delle certezza della pena.

“Nel corso del 2016 – ha spiegato Causin – i reati sono diminuiti mediamente del 6%, ma non è diminuita la percezione di sicurezza da parte dei cittadini. Credo che il motivo sia dovuto al fatto che molti di questi reati definiti ‘minori’ nel corso di questa legislatura sono stati depenalizzati”. Causin, nell’auspicare che il provvedimento venga inserito nel decreto legge sulla sicurezza che il Ministro dell’Interno Marco Minniti sarebbe in procinto di varare, ha evidenziato i punti di forza della proposta di legge che sono il maggiore effetto deterrente per i reati legati al degrado urbano, la maggiore efficacia della sanzione, la creazione di una rete di strutture diffuse nel territorio a disposizione della polizia giudiziaria, la riduzione dell’impiego delle case circondariali e dei relativi costi, la semplificazione delle procedure e la velocizzazione del processo penale, anche inserendo l’obbligatorietà della celebrazione per direttissima.

Aspetti su cui si è soffermato il sindaco Brugnaro “I cittadini oggi vivono in una situazione di abbandono e di perdita di fiducia nelle istituzioni – ha precisato il primo cittadino – invece il nostro obiettivo è quello di mostrare alla gente che lo Stato c’è, a partire dalle piccole cose. Assistiamo oggi a situazioni in cui le persone sono inermi e non hanno strumenti per contrastare comportamenti offensivi o pericolosi. Al contrario questa proposta di legge, che prende spunto dall’ordine del giorno approvato lo scorso aprile in consiglio comunale a Venezia in tema di sicurezza e ordine pubblico, vuole dare risposte rapide e concrete: un’operazione di ‘manutenzione sociale’ senza costi per lo Stato, perché concretamente stiamo parlando di tenere, chi commette il reato, in una cella di sicurezza del Comune. Dobbiamo mettere in atto delle azioni che dicano chiaramente che alcuni comportamenti sono sbagliati e vengono subito puniti – ha continuato il sindaco – senza che questo però appesantisca il sistema della giustizia e quello carcerario. Chi imbratta i muri della città, ad esempio, potrà rimanere una notte in cella e viene giudicato immediatamente dal Giudice di Pace, anche pagando una sanzione adeguata. E’ questo che fa una società civile e democratica”.

Il sindaco ha poi ringraziato il comandante generale della Polizia municipale, Marco Agostini, per aver steso l’impianto della proposta di legge, anche sulla base dell’esperienza sul campo, il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, e il capogruppo di Area popolare, Maurizio Lupi, per il sostegno dato all’iniziativa. Brunetta ha precisato che questa proposta integra il quadro legislativo da lui approntato durante il Governo Berlusconi, anche a sostegno della cosiddetta “teoria del vetro rotto” formulata da Rudolph Giuliani, ex sindaco di New York, secondo la quale se si rompe un vetro in una città e il vetro non viene riparato, la probabilità che si rompano anche altri vetri è molto alta. Infine Lupi ha messo l’accento sull’importanza della collaborazione tra istituzioni diverse, e sulla possibilità della prevenzione dei reati attraverso l’educazione civica e la ricostruzione di un tessuto di identità sociale in cui tutti i cittadini si sentano coinvolti. Lupi e Brunetta si sono infine impegnati affinché la proposta di legge venga quanto prima calendarizzata per i lavori dell’Aula.

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