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Eccellenti risultati delle donazioni e dei trapianti del 2016 in Veneto

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Dichiarazione della presidente nazionale dell’Associazione, Flavia Petrin, sui risultati delle donazioni e dei trapianti del 2016 in Veneto

“È con grandissima soddisfazione che salutiamo gli eccellenti risultati raggiunti nel 2016 nell’ambito delle donazioni e dei trapianti in Veneto”. La presidente nazionale di AIDO, Associazione italiana Donatori di organi, Flavia Petrin, commenta così i dati diffusi oggi dal presidente della Regione Luca Zaia che evidenziano come quello appena terminato sia stato un anno record per il Veneto con 579 trapianti effettuati, dei quali 489 da donatore deceduto e 90 da donatore vivente, il numero più alto degli ultimi dieci anni.

“Siamo orgogliosi del risultato raggiunto grazie al grande cuore dei Veneti e allo straordinario lavoro di tutti coloro che a vario titolo operano nei quattro Centri Trapianto regionali”, dice Petrin, che risiede a Mirano e prima di essere eletta al vertice nazionale di AIDO è stata presidente della sezione provinciale di Venezia dell’Associazione.

“Per AIDO questi dati rappresentano un ulteriore stimolo per le nostre continue attività d’informazione e sensibilizzazione alla cultura della donazione, soprattutto tra i più giovani”, continua Petrin che ringrazia per il grande impegno profuso la presidente regionale Bertilla Troietto e tutti i volontari che ogni giorno e silenziosamente operano sul territorio delle province venete.

Per il futuro, l’obiettivo è quello di incrementare ancora di più i dati diffondendo maggiormente nelle Amministrazioni comunali la possibilità per il cittadino di esprimere il proprio consenso alla donazione già al momento del rinnovo della carta d’identità: “Ci crediamo molto – sottolinea Petrin – Su questo progetto ci siamo adoperati con forza perché lo riteniamo strategico e continueremo a farlo con ancora più convinzione, certi che questi ottimi risultati che possiamo festeggiare oggi sono anche frutto di questo impegno”.

La presidente nazionale di AIDO conclude ricordando che “in Italia la lista d’attesa per un trapianto è lunga e numerose persone lo aspettano come unica possibilità di guarigione. Non possiamo abbassare la guardia, anzi è necessario fare di più e meglio e proveremo a farlo ovunque con l’esempio della virtuosità del Veneto”.

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