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Risanamento dell’ex Brillantatura Bassanese

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Risanamento

Risanamento: l’operazione si concluderà per la fine della settimana:l’area dell’ex Brillanteria è ora in sicurezza.

L’opera di risanamento nell’area dell’ex Brillantatura di via Portile, a Ca’ Baroncello, Bassano del Grappa, si concluderà con la fine di questa settimana, ad opera dell’Amministrazione comunale e di Etra S.p.A. Con i lavori iniziati nello scorso autunno erano stati rimossi circa 70 metri cubi di liquido potenzialmente inquinante distribuiti in una decina di vasche, in questa seconda parte dei lavori sono stati invece eliminati i fanghi solidi pericolosi abbandonati e incontrollati nell’ immobile.
La brillantatura è una lavorazione industriale che serve ad eliminare i segni di ossidazione del metallo. Le sostanze inquinanti prodotte da tale lavorazione si trovano sia nei fumi emessi e sia nelle acque necessarie alla lavorazione. Ogni fabbrica che svolga questa attività deve essere munita di impianti di purificazione dei fumi e sistemi di depurazione delle acque. E’ proprio dalla depurazione delle acque che risultano i fanghi tossici che sono stati trovati abbandonati nell’ex Brillantatura Bassanese. In genere, i fanghi con un contenuto di alluminio sufficiente vengono dati alle fabbriche chimiche per ricavarne solfato di alluminio. Il resto inutilizzabile dovrebbe essere smaltito da apposite discariche, e non essere lasciato all’incuria.
“Siamo davvero soddisfatti per l’esito di questa operazione che ha di fatto messo in sicurezza l’area – sottolinea l’assessore Linda Munari – ed era molto importante procedere celermente perché i depositi costituivano un pericolo ambientale concreto in una zona densamente abitata. Ora tutte le fonti di inquinamento sono state rimosse e l’intero procedimento si è svolto in piena sicurezza e affidabilità grazie ad Etra e alle collaborazioni che ha attivato. E’ molto importante infatti garantire le procedure corrette per lo smaltimento di sostanze inquinanti affidandosi a strutture specializzate per poter avere ogni garanzia in tema ambientale”.
Dopo la buona riuscita della prima parte degli smaltimenti, un ribasso d’asta ha permesso di procedere anche con questa seconda fase conclusiva, costata 7.600 euro.
I costi finora sostenuti sono stati a carico dell’Amministrazione, che, come accaduto con l’ex conceria Finco di Campese, si rivarrà ora sui proprietari.
“Abbiamo deciso di procedere per la massima attenzione che questa amministrazione rivolge alle tematiche ambientali e per l’attenzione che rivolgiamo ai cittadini, ma ciò non significa che siamo disposti ad assumerci i costi dei privati – spiega l’assessore Munari – Il principio è chiaro: chi inquina paga, ma è la stessa legge che in casi come questi ci induce ad anticipare la spesa. Ora attiveremo quindi la terza fase per recuperare quanto abbiamo impiegato”.

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