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Il difficile ricambio generazionale nel mondo del rock

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Gli scomparsi Prince, Leonard Cohen,David Bowie e George Michael non hanno eredi alla loro altezza?

Le stelle del rock invecchiano e, piano piano, si stanno spegnendo, ma dietro di loro sembra non esserci un serio ricambio, dal punto di vista degli affari.

Prima David Bowie, poi Prince, Leonard Cohen, George Michael e ultimo in ordine di tempo Chuck Berry: sono solo alcune delle star del rock scomparse nell’ultimo anno. E se il 2016 è stato l'”anno nero” per la morte di celebrity, il futuro non sembra essere molto roseo. Lo scrive il Wall Street Journal, in un articolo che si occupa del “tramonto degli dei” del rock, visto che molti dei padri (e delle madri) fondatori hanno raggiunto la soglia dei 70 anni.

Secondo l’analisi, le conseguenze non saranno solo a livello di influenza sulla società, ma anche e soprattutto sul fronte economico e non a caso l’industria discografica è in allarme nel tentativo di lanciare nuovi idoli e attrarre le nuove generazioni: fra i 25 artisti che ottengono incassi record negli Stati Uniti, 19 hanno oltre 50 anni e, in termini di concerti, hanno generato l’anno scorso un fatturato di quattro miliardi e mezzo di dollari.

Tra le star in questione ci sono Bruce Springsteen, 67 anni, Paul McCartney, 74 anni, e, con una media di 73 anni, i Rolling Stones, che sono al top nella classifica degli introiti dei “pensionati”, con 91 milioni di dollari ricavati dai loro 14 concerti del 2016. Bruce Springsteen, da parte sua, ha lavorato molto di più – 76 live al suo attivo lo scorso anno – incassando meno in percentuale, ma ben 268 milioni di dollari in totale, il 40% in più del leader della “fascia 20-30 anni”, Justin Bieber, nonostante quest’ultimo si sia esibito in molti più concerti.

Quindi, alla domanda se le giovani rockstar possono colmare il vuoto lasciato dai miti del passato, la risposta non è positiva. Alcuni dei motivi sono da ricercarsi nella molteplice offerta di intrattenimento, gusti più personalizzati, poco sostegno da parte delle case discografiche e il ruolo perso dalla radio di far diventare popolare un genere o un artista.

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