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I neonati italiani piangono più di quelli tedeschi

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La cancelliera Angela Merkel con dei neonati tedeschi, che secondo una ricerca sono meno frignoni dei nostri.

Secondo una ricerca, i neonati piangono – in media – due ore al giorno nelle prime due settimane di vita, ma il dato varia anche in base al Paese d’origine. 

Care mamme, come sapete, tutti i neonati piangono, ma non tutti con la stessa frequenza e il loro frignare, nei primi tre mesi di vita, è determinato anche dalla nazionalità! Lo afferma uno studio dell’università britannica di Warwick pubblicato sul “Journal of pediatrics“, secondo il quale, per dire, i piccoli italiani sono più piagnoni di quelli tedeschi.

I ricercatori, mettendo assieme le abitudini di circa 8700 bambini di diversi paesi, hanno scoperto che il neonato piange circa due ore al giorno durante le prime due settimane di vita, prima di raggiungere il picco a due ore e dieci minuti intorno alle sei settimane. Ma come tutte le medie, il dato racchiude in sé un ampio spettro di possibilità, da un minimo di 30 minuti a oltre cinque ore al giorno di strilli.

Lo studio traccia una sorta di guida universale con i tempi medi di pianto per i primi tre mesi di vita, utile a comprendere se un bambino sta singhiozzando più della norma. Inoltre associa la nazionalità alla propensione alle lacrime: più alta in Italia, Regno Unito e Canada, più bassa in Germania e Danimarca.

Però non è ancora chiaro perché si manifestino queste differenze, a seconda del paese di nascita: per i ricercatori potrebbero avere un ruolo i fattori culturali nelle modalità di crescita dei figli – genitori più o meno apprensivi, ma anche i comportamenti fra adulti – come i livelli di diseguaglianza sociale o anche fattori genetici, legati ad esempio alla frequenza delle coliche.

«Possiamo imparare di più dalle culture ove si piange di meno – spiegano gli esperti – inclusa la possibilità che ciò sia dovuto alle abilità parentali o ad altri fattori legati alle esperienze in gravidanza o alla genetica». Un precedente studio aveva mostrato come, ad esempio, la mamme danesi fossero più vicine ai piccoli quando piangono.

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