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Non c’è più la pubblicità di un tempo

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La pubblicità da ieri ad oggi è molto cambiata, centinai sono gli esempi, ai tempi odierni, di reclame che nel tentativo di tutelare il consumatore fanno l’esatto opposto

Ricordiamo la pubblicità di un tempo, che in maniera un po’ retrò, chiamavamo reclame, uno spazio televisivo scherzoso che non si prendeva troppo sul serio ma che non prendeva in giro il consumatore. In quella che vediamo oggi, invece, troviamo un tentativo, a tutti i costi, di far passare l’idea che il suo obiettivo primario sia quello di tutelare il compratore, anche se paradossalmente spesso si rivela il contrario.

Un esempio è una nota pubblicità di tonno in scatola che ci fa credere che i pesci siano pescati uno ad uno nel rispetto nell’ambiente, per farci sentire più sicuri, quando in realtà risulta, usando un’iperbole, “un’insulto all’intelligenza” del telespettatore. Esistono molti altri casi, uno tra questi riguarda la pubblicità del gioco d’azzardo, dove, solamente alla fine del trafiletto pubblicitario, viene detto, in modo molto sbrigativo, “gioca ma responsabilmente” per cercare di sentirsi meno in colpa quando, in realtà, di certo non vogliono che il consumatore utilizzi il buon senso nel giocare e nello spendere.

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