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I problemi del carcere di Rovigo

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L’apertura affrettata del nuovo carcere di Rovigo non ha risolto i problemi della città.È una struttura già operativa ma non del tutto funzionante.

La situazione del carcere di Rovigo non è delle migliori: ce lo conferma anche il senatore Bartolomeo Amidei. Mentre il carcere oramai dismesso continua ad esistere, in quello di nuova costruzione è stato già fatto un sopralluogo estemporaneo e nonostante ci sia un forte impegno nel cercare di sistemare le cose, quelle ancora da fare sono molte di più. Il tutto per una certa “fretta” di portarci dentro i carcerati. In realtà probabilmente sarebbe opportuno considerare anche le difficoltà che la polizia penitenziaria e che le forze di sicurezza in generale all’interno del carcere stanno affrontando per quest’apertura affrettata. Demis Scarpecci, co-presidente del circolo Fratelli d’Italia di Rovigo ne porta alla nostra attenzione alcuni: l’inaugurazione avvenuta a penitenziario non ancora pienamente operativo, un servizio mensa come si deve (con tre pasti al giorno) solo per i detenuti mentre per la polizia solo un esiguo buono pasto giornaliero e una popolazione carceraria (di circa 80 detenuti) molto più numerosa delle forze di sicurezza, che contano attualmente 70 presenze suddivise però nei vari turni di guardia.

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