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Primitivo pugliese per la Casa Bianca dell’astemio Donald Trump

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Nicola Chiaromente, qui con il socio Paolo Montanaro, ha spedito 720 bottiglie del suo Primitivo alla Casa Bianca.

Due etichette di Primitivo, per un totale di 720 bottiglie, sono state ordinate dalla Casa Bianca all’azienda agricola di Nicola Chiaromonte ad Acquaviva delle Fonti.

La Casa Bianca ha scelto il vino pugliese, per la precisione il Primitivo prodotto nell’area di Gioia del Colle: 720 casse da sei bottiglie l’una sono partite per la residenza di Donald Trump, che però è astemio. L’ordine è arrivato qualche settimana fa nelle Tenute Chiaromonte, azienda agricola con sede ad Acquaviva delle Fonti, facendo rischiare un coccolone al patron Nicola Chiaromonte, come ha rivelato lui stesso, aggiungendo che, dopo un primo momento di stupore, ci ha brindato su.

Il collegamento Puglia-Washington non è dovuto a Ivanka Trump, la figlia del 45esimo presidente degli Stati Uniti, che nella regione ha trascorso le vacanze estive nel 2015: «Tutto è accaduto grazie a una serata di degustazioni organizzata a Los Angeles dal nostro importatore americano. Fra i buyers presenti c’era anche un emissario della Casa Bianca che il giorno dopo ha commissionato 720 casse dei nostri Primitivi», ha raccontato il bravo e fortunato vignaiolo pugliese.

Sono state inviate due tipologie di vino, diverse per complessità, struttura e blasoni: il Mascherone, Primitivo Igt («prodotto da vigneti giovanissimi nel 2016, non invecchiato e facile da bere, appena 13,5 gradi») e uno dei gioielli di famiglia, il Muro Sant’Angelo Contrada Barbatto, Primitivo doc Gioia del Colle: «Una delle etichette che hanno fatto la storia della nostra cantina, prodotta da vigneti ad alberello che hanno circa 80 anni. Un rosso avvolgente di quasi 17 gradi, super-premiato».

La spedizione al 1660 Pennsylvania Avenue di Washington vale quanto i concorsi a cui il Contrada Barbatto ha partecipato e vinto negli ultimi anni, malgrado la giovane età della cantina: l’azienda agricola conta quattro generazioni, ma si è passati all’imbottigliamento solo nel 2000, quando il trentenne Nicola Chiaromonte, fino ad allora maestro d’equitazione, si è convertito all’enologia.

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