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Pino Donaggio è il “Veneziano dell’anno 2016”

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Pino Donaggio

Pino Donaggio, musicista, cantante e autore di Burano ha ricevuto il riconoscimento dell’Associazione Settamari

È il musicista, cantante e autore di Burano Pino Donaggio il “Veneziano dell’anno 2016”: il riconoscimento dell’Associazione Settamari gli è stato consegnato oggi, nelle Sale Apollinee del Gran Teatro La Fenice, dopo una suggestiva introduzione musicale da parte dei “Solisti Veneti”, diretti dal maestro Claudio Scimone, con cui Donaggio ha iniziato la carriera.

Presente alla cerimonia – giunta alla sua 38. edizione e patrocinata dal Comune di Venezia – il sindaco Luigi Brugnaro. Nel ringraziare l’associazione Settemari per questo lavoro costante e continuo di collegamento con il territorio, premiando persone che negli anni hanno dato tanto alla città senza chiedere qualcosa in cambio, il sindaco ha sottolineato: “Sarebbe bello capire, anche in ottica metropolitana, come trainare uno sviluppo economico italiano con persone civilmente impegnate. Oggi – ha aggiunto il primo cittadino – dobbiamo riconoscere i meriti di un grande cittadino veneziano che ha onorato il nostro Paese, che ha debuttato a Sanremo, ma che si è espresso come autore musicale anche nel cinema. E’ un esempio per tanti giovani, che invece di abbandonarsi solo e sempre alla critica e alla protesta devono perseguire le proprie passioni. Credo che questo premio – ha detto infine il sindaco – rappresenti un trionfo per la musica e per l’arte e sia un esempio per risvegliare le coscienze di quelle persone che vogliano mettersi al servizio della collettività per crescere tanti Pino Donaggio che adesso sono piccoli e che un domani potremo premiare”.

Emozionato Pino Donaggio, per raccontare il suo rapporto, con la città ha cantato: “Amo Venezia come se fosse una donna, forse più, se m’allontano solo un pò io penso a casa, io penso a lei”. L’artista ha descritto il rapporto con le persone e l’ispirazione che gli hanno sempre trasmesso i luoghi, i monumenti i musei della città.

Donaggio è nato 75 anni fa nell’isola di Burano, che diede i natali anche a Baldassarre Galuppi, e, come il grande musicista del Settecento veneziano, nonostante i pressanti inviti di soggiorno all’estero, ha voluto mantenere a Venezia il centro del suo cosmo artistico. Figlio di musicisti, esordisce con il violino a 10 anni, si diploma poi al Conservatorio Benedetto Marcello e nel 1959 è uno dei primi componenti de “I Solisti Veneti”, l’orchestra da camera fondata da Claudio Scimone. Lo stesso anno, lascia però la musica classica per seguire le nuove tendenze musicali americane: diventa infatti cantante e autore di rock and roll.

Nel 1961 debutta al Festival di Sanremo con il brano romantico “Come sinfonia”, che diventa un successo discografico mondiale. Seguono altre canzoni di enorme successo commerciale e di tendenza, tra cui “Io che non vivo (senza te)” del 1965: una delle cinque hit italiane più cantate al mondo, tanto che la versione inglese “Don’t have to say you love me” diventa repertorio classico nei concerti di Elvis Presley. Nel 1973 esordisce come compositore, con la colonna sonora del film “A Venezia… un dicembre rosso shocking” di Nicolas Roeg, raggiungendo fama internazionale. Successivamente avvia la collaborazione con il regista americano Brian de Palma, un’amicizia artistica che dura tutt’ora. Collabora poi con la Rai, in qualità di autore musicale di fiction televisive di successo, come la serie Don Matteo. Nel 2015, al 65esimo Festival di Sanremo, ottiene il premio alla carriera, mentre nel 2016, assieme a Claudio Scimone, dedica il brano musicale “Pray for Paris” a Valeria Solesin, la studiosa veneziana morta nell’attentato al Bataclan di Parigi.

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