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State ben attenti quando googlate “Avril Lavigne”

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Avril Lavigne e Bruno Mars, ovvero i due "più pericolosi" da cercare sul Web, secondo la classifica di McAfee.

Secondo McAfee, Avril Lavigne per il mercato Usa e Craig David per quello britannico sono i nomi “più a rischio” in Internet, da noi si impone invece Emma. 

Sarà Avril Lavigne a far esplodere il vostro computer… e se lei non ci riuscisse, potrebbe sempre pensarci Craig David! Lo dice McAfee, la società di sicurezza informatica che ogni anno stila un elenco dei nomi delle celebrità che più facilmente portano con sé virus e malware quando vengono cercati nel Web.

Pur essendo passato il suo momento d’oro nelle classifiche, (ricordate “Complicated“?) la cantante canadese è ancora molto popolare, almeno tra i malfattori della rete che diffondono link a siti potenzialmente dannosi. Dopo di lei ci sono Bruno Mars, Carly Rae Jepsen, Zayn Malik e Celine Dion, per quanto riguarda il mercato statunitense, mentre in Gran Bretagna il più “pericoloso” in assoluto, Craig David (cliccate qui, se volete riascoltarvi “Walking away”), è seguito da Emeli Sande, Liam Payne, Adele ed Ed Sheeran.

Cercando in Internet “Avril Lavigne free mp3”, si ha il 22% di probabilità di ritrovarsi su un sito web dannoso, fa sapere McAfee, segnalando percentuali molto più ridotte (tra il 2% e il 7%), per i famosi italiani la cui top ten è guidata da Emma, davanti a Vasco Rossi, Fedez, Belen, Gianluca Vacchi, Valentino Rossi, Francesco Totti, Chiara Ferragni, Michelle Hunziker e Ilary Blasi.

«Anche se un po’ più sicure, rispetto ai dati globali, le attività di ricerca nel nostro paese continuano a generare risultati rischiosi, invitiamo tutti ad evitare di fare clic su pagine sospette», avvisa Antonio Gaetani, Director Partner Product Management di McAfee.

«Vogliamo gli ultimi album di successo, video, film e altro ancora, immediatamente disponibili sui nostri dispositivi, ma spesso non pensiamo alla sicurezza. Dobbiamo imparare a fermarci un attimo e considerare i rischi associati alla ricerca di contenuti scaricabili», aggiunge Gary Davis, Chief Consumer Security della società.

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