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NewMusic Today: l’ex Beatle Ringo Starr e Caparezza

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Ringo Starr pubblica oggi il suo 19/mo album da solista, a cui collabora anche l'altro ex Beatle Paul McCartney.

Arrivano oggi nei negozi: l’album “Give more love”, del batterista dei Beatles Ringo Starr e “Prisoner 709”, concept “carcerario” del rapper Caparezza.

In vendita da oggi, venerdì 15 settembre, “Give more love”, il 19/mo album da solista del 77enne batterista dei Beatles Ringo Starr, che si è avvalso del contributo del bassista dei Fab Four, Paul McCartney (che suona in due brani e si aggiunge ai cori), del quale ha detto, tra l’altro: «E’ un incredibile essere umano, oltre ad essere un incredibile bassista» 

Musicalmente “Give more love”, che fa riferimento all’amore universale di cui ha bisogno il mondo, ricorda le atmosfere beatlesiane, anche se attraverso uno stile rock decisamente più chitarristico (Questa è “So wrong for so long” e questa “We’re on the road again“. Oltre a Paul hanno partecipato ai lavori: Joe Walsh, chitarrista degli Eagles, Dave Stewart mente e produttore degli Eurythmics e Steve Lukather, chitarrista dei Toto. 

Sempre da oggi potete comprare anche il nuovo di Caparezza, “Prisoner 709” (questo è il video del singolo) che arriva a tre anni da “Museica”, di cui è l’esatto opposto: tanto quello era un’esplosione di colori e proiettato all’esterno quanto questo è un disco in bianco e nero e incentrato su se stesso.

«Anche quando hai successo puoi sentirti in gabbia. E così mi sono messo al centro in un percorso dentro la mia prigione mentale», ha spiegato il rapper pugliese, che ha presentato l’album in un’ex fabbrica della periferia milanese, mettendosi al centro di un doppio anello di giornalisti che lo circondava, perché: «Per la prima volta in questo disco sono al centro». Qui un reportage di Fanpage.it.

Il prigioniero del titolo è lui, mentre 709 è un numero simbolico che si riferisce alle antinomie su cui sono incentrati i vari episodi del disco, un percorso di autoanalisi dove ogni canzone rappresenta un capitolo del carcere mentale (come ad esempio “il reato”, “l’ora d”aria”, “la guardia” ecc.) nel quale Caparezza si è sentito intrappolato.

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