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Mirano: tentò di sequestrare bambino di tre anni e mezzo, arrestata

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I Carabinieri della Stazione di Mirano hanno tratto in arresto Alessandra Taddeo, 38enne, con pregiudizi di polizia, colpita da ordine di carcerazione per scontare parte della pena residua di 9 anni di reclusione cui è stata condannata per il grave reato di tentato sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso.
Il fatto risale al 2004 nella zona del padovano adiacente al salese; ove la donna organizzava il sequestro del nipote dell’ex fidanzato, di famiglia benestante, per vendicarsi del fatto di essere stata lasciata al termine di una burrascosa relazione sentimentale. Il bambino, allora di tre anni e mezzo, era – come si può immaginare – al centro delle attenzioni della famiglia che conduceva una fiorente impresa edile, in particolare dello zio che stravedeva per lui. La donna ingaggiava un amico con pochi scrupoli organizzando il rapimento del bambino. L’azione fu facilitata dalla perfetta conoscenza delle abitudini e dinamiche famigliari e della conoscenza della loro disponibilità economica.
L’amico con tanto di passamontagna indossato si intrufolava in casa e dopo aver tentato di immobilizzare la madre del piccolo intimandole di stare calma e che si sarebbero fatti sentire per telefono in serata, cercava di portar via il bambino. La Taddeo intanto attendeva in strada con l’auto accesa e lo sportello posteriore aperto. Non aveva però fatto i conti con le energie sovrumane che colgono le madri quando i figli sono in pericolo. La reazione della mamma fu fulminea: una volta libera dai legacci improvvisati con la quale era stata immobilizzata dal bruto oppone una strenua resistenza al rapitore che nonostante la pesti a sangue non riesce a portare a termine il proprio disegno criminale, fuggendo .
I successivi accertamenti e le indagini dei Carabinieri, permetterono di dare un nome ai volti dei due sequestratori, la condanna definitiva della donna arriva nel 2015, che è stata quindi dichiarato in stato di arresto per tentato sequestro di persona a scopo di estorsione ed in esecuzione del provvedimento; in considerazione però delle sue assai precarie condizioni di salute, la stessa è stata quindi accompagnata presso il proprio domicilio in regime di detenzione domiciliare con numerose prescrizioni da rispettare, a disposizione dell’A.G. procedente.

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