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Mestre: poliziotti in bicicletta arrestano malvivente

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poliziotti in bicicletta

Lo scorso 14 aprile, personale della Squadra investigava del Commissariato di Mestre, nel contesto di una specifica attività finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti in città, traeva in arresto la cittadina ucraina Khaldzhiyeva Olena di quarantacinque anni, regolarmente residente a Mestre. Negli ultimi tempi, la donna attirava l’attenzione degli operatori in quanto, la stessa aveva probabilmente ripreso l’attività di cessione di stupefacente già avviata dal fidanzato magrebino, arrestato anch’egli qualche tempo prima per spaccio di eroina e posto agli arresti domiciliari, dai quali era evaso.
La donna, che abitava in una laterale della centrale via Aleardi, appena partita da casa in bicicletta, veniva opportunamente seguita dai poliziotti che, per l’occasione, usavano un analogo mezzo di locomozione. Come i più scaltri spacciatori, percorreva diverse stradine interne, guardandosi ripetutamente alle spalle, fornendo così già una prima conferma all’ipotesi dei poliziotti.
Dopo aver percorso diverse vie apparentemente senza un senso logico, la donna si dirigeva verso il parco Piraghetto, dove nei pressi del parcheggio dell’ingresso principale incontrava un ragazzo al quale consegnava un involucro non ben specificato, ricevendo in cambio delle banconote. I due immediatamente si allontanavano in direzioni opposte. I poliziotti che avevano assistito alla scena, intervenivano bloccando la donna subito dopo. Parallelamente, cercavano di fermare il tossicodipendente il quale, nel frattempo, era salito a bordo di una vettura lì posteggiata.
Questi, all’ “alt Polizia”, innestava la retromarcia, investendo la bicicletta di uno degli agenti, che aveva avuto la prontezza di riflessi di abbandonarla, schivando il mezzo che poi riusciva ad allontanarsi.
In un secondo tempo l’autore del fatto veniva individuato ed ammetteva di aver ricevuto dalla donna due dosi di eroina in cambio di denaro. Giustificava poi il suo comportamento affermando inizialmente di aver scambiato il poliziotto, che ovviamente operava in “borghese”, per un senza fissa dimora dal quale era stato spaventato.
Alla spacciatrice, perquisita sul posto, veniva trovato il denaro ricevuto dal tossicodipendente ma non altra stupefacente. Presso la sua abitazione, invece, occultati all’interno di due stivaletti, venivano trovati tre distinti involucri, contenenti complessivamente 47 dosi di eroina, per un peso complessivo di circa 70 grammi.
Durante la perquisizione, giungeva sul PC della donna una video chiamata a mezzo Skype, il cui contatto evidenziava l’icona del chiamante che veniva riconosciuto dai poliziotti come M.A., ovvero il fidanzato spacciatore della cittadina ucraina, attualmente latitante.
Quest’ultimo, alla vista del poliziotto che si era posizionato davanti alla Web cam, riconoscendolo per l’agente che lo aveva a suo tempo arrestato, iniziava a balbettare non comprendendo quanto stava accadendo.
Le indagini sono tuttora in corso per verificare se il latitante possa in qualche modo aver “ceduto l’attività” alla compagna gestendola via Skype dall’estero.

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