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Mestre e Marghera autonome per la “Non Città” di Venezia

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Mestre e Marghera autonome per la “Non Città” di Venezia. Il gruppo civico appoggia la Lega e il PDL per creare tre nuovi comuni. Sitran: “Solo così benefici e prospettive di buon governo figlie della democrazia”

Il Gruppo civico Mestre Venezia Due Grandi Città appoggia il progetto di Legge regionale, elaborato dall’avvocato veneziano Marco Sitran in condivisione con la Lega Nord che lo promuove, finalizzato allo scorporo dell’attuale Comune di Venezia in tre nuovi Comuni con Mestre e Marghera. Il tutto in piena correlazione col progetto di legge popolare 448/2014 di suddivisione amministrativa del Comune, tuttora in attesa di meritevolezza dal Consiglio regionale del Veneto. Il punto di partenza sono le risapute ma sempre più marcate problematiche delle Città (insulare e di terraferma), preoccupazioni da cui Alberto Semenzato (Lega Nord) e Marco Sitran (Gruppo civico Mestre Venezia Due Grandi Città) sono partiti – in conferenza stampa nella sede della Regione Veneto di Palazzo Ferro Fini – per motivare la piena fondatezza dell’iniziativa.

Tra le criticità di una Venezia diventata una “Non Città” non c’è più solo l’erosione della popolazione, crollata a 56mila dai 171abitanti del 1951. Una “Città-albergo” (anziché “Città-residenza”) usata ma non vissuta, schiacciata da uno sfrenato sfruttamento turistico. I promotori del pdl hanno evidenziato l’urgenza di valorizzare le diversità fisiche, sociali ed economiche di popolazione e territori che hanno bisogno di competenze amministrative specifiche e diverse.

Respinte con forza le critiche prevenute e disinformate circa l’impatto della creazione dei tre Comuni. Tra i benefici ci sarà, per cominciare, una marcata riduzione dei costi dell’apparato amministrativo e di una struttura burocratica sovradimensionata mantenuta dai cittadini: il Comune di Venezia oggi ha molti Uffici duplicati riconoscendo, di fatto, l’importanza di dedicare specifica attenzione ad ogni realtà urbana. Il risparmio dallo scorporo ed eliminazione delle sei Municipalità è stimato in 120 milioni di euro l’anno (fonte Unioncamere del Veneto 2014) anche perché i Comuni con meno di 250mila abitanti hanno minori spese di rappresentanza. Con l’Autonomia Amministrativa Venezia, Mestre e Marghera avranno organi rappresentativi più vicini, capaci di cogliere i problemi specifici e di risolverli.

Fondamentale sarà la riduzione dell’imposizione fiscale: Venezia potrà gestire fiscalmente l’imponente flusso turistico i cui proventi allevieranno la pressione sui residenti; Mestre e Marghera non saranno gravate da tasse abnormi su immobili e raccolta rifiuti che risentono della situazione della Città d’acqua. Capitolo “Statuto Speciale per Venezia”: l’istituzione del Comune Autonomo di Venezia è lo step fondamentale per ottenere un riconoscimento che significa «specialità», ossia gestione della Città secondo regole pensate per le sue esigenze specifiche. Venezia ed Isole potranno usufruire di sgravi fiscali per mantenere attive le imprese commerciali che oggi, a fronte di costi insostenibili, sempre più spesso sono costrette a chiudere. Venezia unita alla Terraferma non potrà mai accedere a tali agevolazioni, già negate in passato per questo motivo dall’Europa. Mestre potrà rendere finalmente effettivo il titolo di «Città» assegnatole nel 1923 ed autogestirsi con una propria fisionomia civica che ora manca. Marghera ambire al recupero della sua origine di «Città Giardino» attraverso il risanamento e la bonifica del suo territorio.

I tre Comuni | Venezia Insulare: Venezia, Murano, Burano, Lido, Pellestrina, la Laguna, barene e altre isole minori (le due Municipalità insulari del Comune); Marghera: Marghera, Porto Marghera e Malcontenta (la Municipalità di Marghera); Mestre: il rimanente territorio di Terraferma (le restanti tre Municipalità: Mestre Centro, Carpenedo, Favaro, Chirignago, Zelarino, Dese, Campalto, Tessera, Cà Solaro).

«L’articolazione del Comune in tre Enti autonomi è la vera novità di questo pdl condiviso con la Lega Nord che ha nel programma democrazia e referendum – le parole di Marco Sitran – tanto più ai sensi della nuova legge sulla Città metropolitana che prevede l’elezione diretta di sindaco e consiglieri solo previo scorporo del Comune. Il supporto della Lega alla volontà democratica già espressa dalle 9.000 firme raccolte è la logica conseguenza di un partito che ha nel suo Dna il federalismo e le autonomie, come pure nel suo programma elettorale la divisione amministrativa. Ogni tentativo di ostacolare questo percorso popolare è contro la democrazia, come di recente ha affermato la Corte Costituzionale ritenendo legittimo tanto il nuovo ente Città Metropolitana quanto il potere attribuito dalla Costituzione alla Regione in materia di modifiche circoscrizionali, comunali e provinciali. Il nuovo pdl ha le forme di un’iniziativa politica ma l’anima popolare e democratica, essendo un’integrazione e un supporto all’iniziativa popolare già avviata. Noi auspichiamo che la meritevolezza verta sul numero tre per i Comuni in cui si articolerà il capoluogo del Veneto, a coronamento di un dibattito che non può non tenere conto del dato sociale che i margherini, infatti, non si sentono mestrini. Viviamo da tempo in un altro millennio rispetto al 1926, quando Venezia con decreto di Benito Mussolini si estese in terraferma per sviluppare un’industria altamente inquinante».

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