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Luigi Bacialli: Casta stampata. Vizi, virtù e privilegi dei giornalisti

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Luigi Bacialli, ospite di A Domanda Risponde, ci racconta della sua carriera e del nuovo libro “Casta Stampata”

Conversazione quasi privata con un protagonista del giornalismo e della televisione del Veneto. Luigi Bacialli, direttore di Rete Veneta e di altre emittenti del gruppo, già del Gazzettino e di altre testate, ci racconta la sua carriera, i suoi rapporti con la Casta Stampata, al titolo di un suo libro, ed i suoi ricordi. Funari e Fede compresi.

I giornalisti possono criticare tutti, ma sono allergici all’essere criticati. È questo uno dei molti paradossi di un’informazione spesso supponente, chiusa e corporativa che difende i propri privilegi e, con la scusa degli attacchi alla libertà di stampa, pretende di non essere mai messa in discussione.

Luigi Bacialli, convinto che la vecchia “umiltà del cronista” debba essere dimostrata non solo a parole ma con i fatti, traccia un ritratto ironico e irriverente dei giornalisti.

Dal giovane praticante che vuole scrivere subito un fondo agli “invidiati speciali” che si imboscano per non partire, dal redattore che intervista un falso medico legale e procura all’azienda una maxiquerela a quello che infila un refuso dietro l’altro: ce n’è abbastanza per scendere dal piedistallo e ritrovare un pizzico di modestia, oltreché il senso della misura.

Anche la categoria dei giornalisti, sostiene Bacialli, con i suoi eccessi, la sua permalosità e i suoi deliri di onnipotenza, deve volare più basso. Ritratto impietoso di una categoria di professionisti che per vizi e privilegi sembra molto simile a una casta.

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