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Le sedie giganti a Sanremo

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L'artista montebellunese Enrico Benetta, su una delle sue sedie giganti esposte a Sanremo.

Esposte a Sanremo, nel corso del Festival della canzone italiana, le opere del montebellunese Enrico Benetta.

Ci sono anche le famose sedie giganti in acciaio corten tra le opere di Enrico Benetta esposte in questi giorni a Sanremo dove, in occasione del tradizionale Festival canoro, il sindaco Biancheri ha voluto dare spazio alle opere all’artista di Montebelluna.

Oltre alle sedie giganti, che compongono il gruppo scultoreo chiamato “Anime in quartetto”, poste di fronte a Santa Tecla, Benetta sta esponendo anche le note musicali al Casinò e l’enorme violino in corso Mombello. Davanti all’Ariston c’è una grande clessidra bianca intitolata “Rumore bianco”, mentre cinque gocce in acciaio mirror, sospese nella sede del Club Tenco, rendono omaggio al cantautore ligure, a 50 anni dalla scomparsa.

In particolare, le sedie giganti sono giunte a Sanremo da Montebelluna dove da marzo 2014 a luglio 2015 sono state posizionate in centro città. All’avvio dei lavori di riqualificazione della zona sono state rimosse con l’intento, a breve, di riposizionarle in uno spazio fruibile, grazie anche alla disponibilità dei proprietari a concedere l’opera, come in passato.

Quello delle “Anime in quartetto” è un viaggio itinerante che ha già toccato molti punti dell’Italia: nata dalle mani e dal genio di Benetta nel 2007, per la mostra “Incanto” di Asolo, è stata poi esposta all’Isola di San Servolo, a Venezia – nell’ambito della Biennale d’Arte – e in seguito ha fatto tappa sotto il campanile di Cortina, a Milano per il Salone del Mobile, a Roma e a Treviso.

“E’ un onore – ha dichiarato Enrico Benetta – poter esporre le mie opere in una città e in un contesto così sotto i riflettori quale Sanremo nei giorni del Festival. Il passaggio dell’opera da Montebelluna a Sanremo sottolinea ancora una volta come il potere dell’arte sia universale e trasversale, senza spazio e senza tempo, pur nella libera interpretazione di ciascuno”.

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