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La musica più venduta del 2016

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"Le Migliori", di MinaCelentano, è ufficialmente l'album più venduto in Italia nel corso del 2016.

La FIMI (Federazione dell’Industria Musicale Italiana) ha diffuso le classifiche ufficiali degli album e dei brani più venduti del 2016. 

I dati ufficiali della FIMI riguardanti la musica più venduta in Italia durante il 2016 confermano quanto già emerso da almeno due anni a questa parte: quando un nostro connazionale entra in un negozio – fisico o digitale – per comprare un disco, nove volte su dieci lo fa per acquistare un album made in Italy.

Al numero uno della classifica dell’anno appena concluso (anche se pubblicato solo negli ultimi mesi, così come gli altri sul podio) c’è “Le migliori”, il disco che segna il ritorno alla collaborazione tra Mina e Adriano Celentano, seguito da “Il mestiere della vita” di Tiziano Ferro e “Made in Italy” di Ligabue.

“Vasconostop” di Vasco Rossi, al quarto posto, precede “Vivere a colori” di Alessandra Amoroso e “Laura Xmas” di Laura Pausini. A chiudere la top ten, nell’ordine: “Passione maledetta” dei Modà; “A Head Full of Dreams” dei Coldplay – l’eccezione straniera – “Black Cat” di Zucchero e “0+” di Benji e Fede.

In compenso i nostri rappresentanti scarseggiano nella graduatoria dei singoli, decisamente dominata dagli hitmaker internazionali, a cominciare da “Cheap Thrills” di Sia che si piazza al primo posto, davanti a “Faded” di Alan Walker, “Sofia” di Alvaro Soler e “Hymn for the Weekend” dei Coldplay.

Quindi, in quinta posizione, gli unici italiani presenti ai piani alti, cioè J-Ax e Fedez con “Vorrei ma non posto”, seguiti da Enrique Iglesias con “Duele el corazon” e “I Took a Pill in Ibiza” di Mike Posner. “One dance” di Drake, all’ottavo posto, precede “7 Years” dei Lukas Graham e “Ginza” di J. Balvin, mentre “Andiamo a comandare” di Fabio Rovazzi, nonostante il grande clamore mediatico sollevato, è solamente in undicesima posizione.

Riguardo ai canali di fruizione, lo streaming è il segmento in maggiore espansione, con una crescita di oltre il 54% rispetto al 2015; il download fa segnare un netto calo e il vinile – tornato prepotentemente all’attenzione del pubblico nel corso delle ultime stagioni – continua a far segnare dati di crescita notevoli. 

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