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La Finanza scopre ingente evasione fiscale nel commercio del legno

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evasione fiscale

La Compagnia della Guardia di Finanza di San Donà di Piave ha concluso una verifica fiscale nei confronti di un imprenditore individuale locale operante, ufficialmente quale intermediario, nel settore del commercio del legno.
Il soggetto dichiarava all’Erario una media di 30.000 Euro all’anno di provvigioni per la sua attività di agente e procacciatore d’affari, presentandosi al Fisco come il rappresentante per l’Italia di una società di commercio legnami con sede a Giacarta, alla quale procurava clientela nel nord del nostro Paese.
L’attività informativa delle Fiamme Gialle, insospettitesi per l’alto livello delle importazioni e per i numerosi rapporti con clienti e fornitori, ha trovato riscontro all’atto dell’accesso presso il domicilio del contribuente, nel corso del quale i Finanzieri hanno rinvenuto carte, appunti e documenti contabili i quali, seppur frammentari, hanno consentito di ricostruire la reale attività svolta dal soggetto e il giro d’affari occultato al Fisco.
L’imprenditore individuale, oltre a svolgere effettivamente intermediazione con l’estero per conto dell’impresa indonesiana, faceva in parallelo arrivare in container, dall’Estremo Oriente, grossi quantitativi di legno di teak, che dopo le necessarie pratiche di sdoganamento rivendeva personalmente ad imprese sue clienti.
Le fatture, regolarmente inviate agli acquirenti ma poi altrettanto regolarmente non dichiarate, erano quasi identiche nella grafica a quelle emesse dalla società indonesiana, in modo da non destare sospetti sull’identità del venditore, ma il denaro dei pagamenti finiva questa volta tutto nelle tasche del venditore italiano.
Si calcola che dal 2010 le cessioni di legno “in nero” abbiano superato i 4,5 milioni di Euro, con evasione fiscale delle imposte dirette per più di 1.400.000 Euro e dell’Iva per circa 800.000 Euro.
I militari della Compagnia, oltre a constatare le violazioni tributarie, hanno anche denunciato il responsabile alla Procura della Repubblica di Venezia per i reati tributari di occultamento e distruzione delle scritture contabili e per aver presentato dichiarazioni fiscali infedeli.

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