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Jesolo: 117 segnalazioni per truffa online. Denunciato 29enne

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Truffa online: il 29 enne napoletano annoverava ben 117 segnalazioni all’autorità giudiziaria, di cui 40 nel solo 2016 e tutte per il reato di truffa con modalità speculari rispetto a quanto accaduto al 30enne jesolano.

Nel mese di luglio dello scorso anno, un 30enne residente sul litorale jesolano osservava un annuncio di vendita di una Sony Playstation 4 di 500gb, usata, su un noto portale web di compravendite.

Il giovane concordava il prezzo di 130,00 euro con la venditrice, della quale conosceva solo il nome, tale Anna. Quest’ultima gli rispondeva che il pacco con l’oggetto poteva essere ritirato ad un indirizzo in provincia di Benevento previo bonifico anticipato del prezzo su di un conto corrente bancario contraddistinto da un codice Iban.

Le trattative avvenivano mediante i contatti su una e-mail inserita sullo stesso portale internet e successivamente da una utenza telefonica, entrambi riconducibili al venditore. Il trentenne eseguiva pertanto il bonifico richiesto lo stesso giorno e tale importo veniva accreditato il 4 luglio 2016 alla venditrice. Sulla scorta di tale presupposto, l’acquirente concordava con la venditrice il ritiro dell’oggetto mediante il corriere per il giorno successivo all’accreditamento della somma versata.

Acquisito l’importo però, la venditrice dapprima asseriva che il corriere non era passato e poi si rendeva irreperibile telefonicamente e non rispondeva più alle e-mail. L’annuncio, oltretutto, veniva tolto da sito web dopo qualche giorno. A quel punto il giovane realizzava di essere stato truffato.

La Polizia del Commissariato di P.S. di Jesolo, dopo aver ricevuto la denuncia del trentenne per la truffa subita, si è messa subito in moto con le opportune indagini al fine di poter risalire all’autore del fatto criminoso.

Atteso che l’annuncio era stato tolto dal truffatore prima che la parte offesa potesse effettuare una foto che consentisse di rilevarne il numero distintivo, gli accertamenti preliminari venivano svolti sui canali di comunicazione utilizzati fra le parti. In particolare l’utenza telefonica fornita risultava intestata a un 29enne nato a Napoli e residente nella stessa provincia: inoltre, tale utenza era stata attivata proprio a Napoli due giorni prima dei fatti (ovvero a fine giugno). Il titolare della Sim Card, da Interrogazione della banca dati interforze del Ministero dell’Interno, dalla metà del 2012, annoverava ben 117 segnalazioni all’autorità giudiziaria, di cui 40 nel solo 2016 e tutte per il reato di truffa con modalità speculari rispetto a quanto accaduto al 30enne jesolano.

Dalle approfondite indagini svolte della Polizia presso la direzione del portale web su cui era comparso l’annuncio è emerso che l’account e-mail utilizzato dal malvivente e generato automaticamente dal sistema previa verifica del numero di telefono del venditore, era relativo ad un ben preciso annuncio relativo alla messa in vendita di una console per videogiochi Sony Playstation 4 da 500 gb al prezzo di 170 euro. La e-mail utilizzata per l’inserimento dell’annuncio era associata all’utenza telefonica di riferimento intestate per l’appunto a L.L., ma residente a Perugia.

Inoltre, l’Iban di riferimento per il bonifico del pagamento del gioco acquistato identificava come il conto corrente bancario fosse stato attivato nell’aprile dello stesso anno scorso per poi essere estinto nella metà di settembre successivo presso uno sportello bancario di Napoli, il cui intestatario era sempre il L.L.

Verosimilmente, al fine di eludere eventuali indagini della Polizia, il L.L. presentava una denuncia di smarrimento della propria carta d’identità a fine giugno 2016, in data comunque abbondantemente successiva a quella dell’accensione del conto corrente dove era poi stato versato il prezzo della truffa.

Infine, lo stesso soggetto risultava aver smarrito ben 4 volte in un anno, dal 2015 al 2016 altrettante carte d’identità a lui intestate. Accertata la corretta transazione del denaro effettuato dalla vittima verso il venditore, i contatti intercorsi tra le parti (documentate dal trentenne truffato) e della riconducibilità allo stesso soggetto di telefoni, conto corrente e annuncio collocato su portale web, il L.L., resosi responsabile della 118esima truffa online veniva deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia per il reato di truffa.

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