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J-Ax è stato nominato “personaggio dell’anno” da “Diversity”

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L'associazione no-profit "Diversity", impegnata nel mondo LGTBI, ha scelto J-Ax come "personaggio dell'anno".

J-Ax è stato eletto, l’altra sera a Milano, “personaggio dell’anno” del 2016, dall’associazione no-profit “Diversity”, che si occupa delle tematiche LGBTI.

J-Ax è il personaggio che nel 2016 ha rappresentato al meglio le persone e le tematiche LGBTI: a decretarlo sono stati i Diversity Media Awards 2017, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta l’altra sera all’Unicredit Pavilion di Milano. Premiati, oltre al rapper: “Perfetti sconosciuti”, come miglior film; “Un medico in famiglia”, migliore serie tv italiana; “Modern Family”, migliore serie straniera; “Stato Civile”, miglior programma tv e “Il ruggito del coniglio”; miglior programma radio. Inoltre, Smemoranda ha avuto la migliore pubblicità e Lodovica Comello è risultata top influencer dell’anno.

A margine della premiazione, J-Ax ha commentato il senso della sua partecipazione: «Sono cresciuto apprezzando e rispettando le diversità, a scuola mi hanno insegnato che i diritti sono per tutti: essere qui è un modo per sottolineare anche a chi mi segue che questo è l’atteggiamento giusto e da persone evolute nel 2017».

Tra gli ospiti della serata: Lino Banfi, Javier Zanetti, Gino Strada, Roberto Vecchioni, Paola Turci, Malika Ayane, Oscar Farinetti, Ermal Meta, Syria, Ilenia Lazzarin, Ilaria Dallatana e il sindaco di Milano Beppe Sala che ha voluto sottolineare l’impegno della metropoli lombarda come «città che si occupa di diritti in maniera attiva».

«Premiare il mondo dell’informazione e dell’intrattenimento per l’impegno sui temi LGBTI è importante perché sono loro che formano l’opinione pubblica, per noi i vincitori sono tutti i nominati – ha spiegato la presidente dell’associazione no-profit “Diversity”, Francesca Vecchioni – L’intrattenimento, in particolare, sta riuscendo a rappresentare bene le persone LGBTI, nelle serie tv ad esempio, spesso con una rappresentatività realistica delle persone, non tramite macchiette. Molto stanno cominciando a fare anche i programmi televisivi, un po’ meno l’informazione: l’anno scorso si è parlato tre volte di più di questi temi, ma con notizie di fonte politica, e così si rischia di sbilanciare dai fatti alle opinioni».

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