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Intervista a Giovanni Manildo, sindaco di Treviso

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Discutiamo con Giovanni Manildo, sindaco di Treviso, riguardo ai recenti cambiamenti internazionali e alle iniziative della sua città.


In questa puntata di ADR abbiamo come ospite Giovanni Manildo, Sindaco di Treviso. Treviso è il comune capoluogo più riciclone d’Italia perché produce meno di 75 Kg pro capite di rifiuto indifferenziato e per questo la città ha ritirato il premio di Legambiente pochi giorni fa. Ogni trevigiano produce solo 59 Kg di rifiuto secco indifferenziato e ciò dimostra che il modello “porta a porta” funziona.
Da poco la Gran Bretagna ha deciso di uscire dall’Europa: secondo Manildo è un errore del Primo Ministro Cameron che ha promesso il referendum, convinto di poterne guidare i risultati, invece tutto gli è sfuggito di mano. Dal punto di vista economico il futuro è un’incognita, mentre per quanto riguarda gli altri paesi europei questo strappo potrebbe essere occasione per ripensare alla propria posizione in quest’Europa. Questa è un’opportunità per chi è rimasto nell’UE di rinsaldarsi e pensare a quale futuro dare a quest’Europa. Manildo auspica un futuro in cui si possa arrivare agli “Stati Uniti d’Europa” e tutte le questioni che ogni stato affronta a livello nazionale possano essere affrontate a livello sovranazionale, come la questione dell’immigrazione. La strada da perseguire è quella di un’Europa di popoli veramente uniti.
Tornando all’ambito comunale: bisogna far nascere un sistema di rete sociale e di legami forti di comunità. Il Comune, come istituzione, deve essere il regista di questa operazione e il comune di Treviso ha creato un regolamento per la partecipazione dei cittadini alla vita della comunità e si è pensato a degli sportelli per dare risposte sul disagio sociale. La formazione di una comunità prevede anche un sistema di sicurezza partecipata che permetta di prendersi cura degli altri e dei luoghi. In un momento di scarse risorse economiche bisogna puntare sulle possibilità individuali e sull’opportunità di fare rete. Nonostante queste iniziative, Manildo risulta uno dei sindaci meno amati, classificandosi 72° anche se aveva il gradimento del 51% dei cittadini. Il Primo cittadino di Treviso sostiene che lui e la sua giunta hanno lo scopo di cambiare rispetto alle scelte fatte dall’amministrazione precedente che è durata per 20 anni e all’inizio, ovviamente, non tutti possono gradire il cambiamento. Sul versante della cultura in città, Manildo afferma di star investendo molto sul Museo di Santa Caterina ed è orgoglioso di aver completato la riapertura del “Bailo”, che quest’anno con la mostra di Escher ha attirato molti visitatori e soprattutto giovani. La prospettiva del prossimo autunno vede il ritorno di marco Goldin con la mostra “Storia dell’Impressionismo”, poi ci saranno mostre sull’arte contemporanea sia al “Santa Caterina” sia a Palazzo Giacomelli. Cambiando argomento, la piaga del gioco d’azzardo è pericolosa e perciò il Comune ha adottato un regolamento con delle restrizioni di orario per le VLT e la protezione dei minori.
Manildo è stato criticato per alcune iniziative dalle stesse persone che, in altre circostanze, lo hanno esaltato. A Treviso si è tenuto il Gay Pride del Triveneto ed è stata un’occasione per la città: non è stato, però, semplice far capire a tutti che dare il patrocinio a questa manifestazione è stato un segno di apertura da parte dell’amministrazione. Il Gay Pride è stato una manifestazione svolta in modo intelligente e ironico, in cui ognuno ha espresso i propri diritti senza offendere gli altri. Una comunità deve riconoscere il diritto di ciascuno ad amare e ad essere rispettato. Lo stesso giorno si è svolto l'”Elvis day”, con molte persone sulle mura e l’amministrazione è stata criticata per la coincidenza delle due manifestazioni, che, però, non era da attribuirsi a essa, visto che il Gay Pride si è svolto in molte città d’Italia lo stesso giorno.

1 COMMENTO

  1. Non che Treviso sia cambiata molto da quando è stato eletto Sindaco, purtroppo.
    La differenza tra lui e Gentilini si evidenzia molto più a parole che con i fatti.
    Peccato, stando così le cose, ritornerò a votare per la Lega.

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