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Il cofanetto in ricordo di Ivan Graziani

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Il cofanetto celebrativo, pubblicato in occasione del ventennale della morte di Ivan Graziani.

A vent’anni dalla prematura scomparsa di Ivan Graziani, arriva nei negozi il box “Rock e Ballate per Quattro Stagioni”. 

In occasione del ventennale della morte di Ivan Graziani, il primo gennaio 1997, sarà in vendita da domani (venerdì 27 gennaio) il triplo cofanetto, dal titolo “Rock e Ballate per Quattro Stagioni”, già annunciato nelle scorse settimane: 46 canzoni in 3 dischi celebrativi. Due dei quali raccolgono gran parte del meglio del repertorio dell’artista abruzzese, il terzo contiene “Per Sempre Ivan”, il disco postumo prodotto e realizzato da Renato Zero.

Si tratta di undici tracce scritte da Ivan, compresi i duetti con Biagio Antonacci (“Porto Canale”), Alex Baroni e Umberto Tozzi (“E’ stato un viaggio”), Renato Zero e Antonello Venditti (“Foto di gruppo”), l’omaggio sincero e sentito di un gruppo di amici a chi è andato via troppo presto.

Un progetto discografico da collezione, quindi, che, oltre a tutti i successi più conosciuti, contiene brani mai pubblicati in alcuna raccolta precedente, come “Ugo l’Italiano” e l’introvabile “Canzone senza inganni”, scritta e interpretata con Ron e Goran Kuzminac; “Il tamburino”, l’unica “cover” nel repertorio di Graziani, ossia “The little drummer boy” cantata anche da Bing Crosby e David Bowie.

All’interno del box ci sono, inoltre, alcuni disegni originali di Ivan, un pensiero di Tonino Guerra e la presentazione scritta dal giornalista John Vignola. Il cofanetto uscirà anche in edicola, in un’edizione con due dischi e con una diversa copertina, dal titolo “Per Sempre Ivan – Deluxe edition”: il primo contenente l’album postumo, e il secondo, dal titolo “Best of”, con 18 hit.

Fumettista, scultore, scrittore, chitarrista e cantautore, Ivan Graziani ha rappresentato l’anomalia nella musica italiana per la sua spiccata propensione a non essere catalogabile, capace di lucide invettive contro alcuni vizi e vezzi del costume sociale dilagante e di emozionanti “piani sequenza” sulla vita della provincia italiana, che ha saputo raccontare come pochi altri. 

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