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Grandi ritorni: “Top Gun” e “Il Gattopardo”

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Kelly McGillis e Tom Cruise, protagonisti del leggendario "Top Gun", di cui sarà girato il sequel il prossimo anno.

Dopo oltre trent’anni verrà girato il sequel di “Top Gun”, mentre torna in veste di serie televisiva il celebre film (e il famoso romanzo) “Il Gattopardo”. 

“Top Gun” (trailer) avrà un sequel! Lo ha rivelato il protagonista del film cult del 1986, Tom Cruise, il quale, durante uno show australiano compreso nel tour promozionale di “La Mummia“, ha detto: «È vero, sto per cominciare le riprese, probabilmente, l’anno prossimo. Sta per accadere davvero».

Nella pellicola, diretta dal compianto Tony Scott, il fascinoso tenente interpretato da un giovanissimo Tom Cruise, indisciplinato fino a diventare pericoloso, sfreccia nei cieli con il suo F-14 e fa perdere la testa all’astrofisica Kelly McGillis, sulle note della mitica “Take my breath away“, dei Berlin, premiata con l’Oscar per la Miglior Canzone. Nel cast ci sono inoltre Val Kilmer, Anthony Edwards, Meg Ryan e Tim Robbins.

E torna pure il “Il Gattopardo“: il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa – che del 1963 ispirò il celeberrimo film di Luchino Visconti, con Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale – sarà la traccia di una nuova serie tv della Indiana Productions, che ha acquisito i diritti del romanzo.

Sarà una coproduzione internazionale (si stanno valutando offerte di partnership con Regno Unito, Francia e Germania), girata nei luoghi originali descritti nel romanzo, senza scimmiottare il capolavoro cinematografico: «Non abbiamo alcuna intenzione di fare un remake del film, sarebbe impossibile, vogliamo piuttosto sviluppare lo storytelling del libro, nella maniera più autentica possibile» promettono i produttori.

Il cast è ancora top secret, anche alla luce delle probabili trattative in corso per ottenere artisti internazionali, che ci faranno rivivere la storia del paese in un periodo di profondi cambiamenti, che hanno coinvolto l’Europa intera, come chiaramente espresso nel romanzo, di cui è passata alla storia la battuta simbolica: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». 

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