MARIA/AE, memoria, meraviglia, virtualità

MARIA/AE, memoria, meraviglia, virtualità

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Maria

Giornata di studi internazionale dedicata alla figura di Maria tra sacro e profano e ai legami con la storia de “Le Marie nel Carnevale di Venezia”.

Non ci sono descrizioni né definizioni che rendano giustizia all’immensità del Termine Maria della storia e nei secoli.

Maria è un nome di origine ebraico, diffuso in aramaico, in greco e in arabo per identificare il nome della Madre di Gesù: Maria di Nazareth. Nonostante le controversie teologiche, la figura di Maria è da sempre riconosciuta e professata come “Santissima Madre di Dio” sia dai Cristiani che dagli Ortodossi, ma anche dalla comunione Anglicana, da confessioni protestanti ed è, nella maggior parte dei casi, più direttamente rivista come “Madonna”.

Ma, nonostante l’aura spirituale ricondotta dalle religioni alla figura della cosiddetta Madonna, Maria non è soltanto una icona religiosa e domina diverse dimensione della cultura estesa e delle culture compenetrative e interdisciplinari.

Il concetto religioso-filosofico intrinseco nell’idea di “Madre di Dio” non è detto che sia lo stesso relativo alle dee delle religioni politeiste o alle Marie Gitane, tanto quanto quelle definite tali dal popolo, dai re o dalle stesse società di un luogo nei secoli, ma non per questo è detto che sia lecito piramidalizzare i valori dell’una o dell’altra.

Una delle questioni più battute fra sacralità e paganesimo della figura di Maria è quella dei gruppi pagani europei di eredità waccana statunitense, i quali associano la Maria cristiana ad una Dea e addirittura non necessariamente ad una presenza tangibile, quanto ad una sua manifestazione plausibile.

Tuttavia l’intersecarsi delle culture sulla quale nasce la dottrina americana è fortemente influenzata dal protestantesimo e dal paganesimo. Infatti una delle critiche più supportate da questi ultimi nei confronti dei cristiani è di aver assorbito alcune tradizioni e pratiche dal mondo greco-romano e addirittura di averle continuate senza neanche assumersi la responsabilità di contestualizzarle nel cedo e nelle scritture della propria dottrina.

Dunque si solleva automaticamente la questione della contiguità fra religione e paganesimo anche se i confini non sono ancora chiari. Fra i dati essenziali bisogna ricordare che il catechismo del Concilio di Trento dichiara che Maria come madre di Dio fu scritta dalla Chiesa stessa e sarebbe stata prima introdotta nel breviario romano da Pio V nel 1568 per la festa dell’annunciazione e ratificata in seguito a termine della battaglia di Lepanto nel 1571. La preghiera dell’Ave Maria, ad esempio, viene ricondotta al IV secolo, il che lascerebbe presagire davvero ad un assorbimento dei culti pagani, senza escludere che prima di quanto già dichiarato, moltissime erano già le manifestazioni, storie, eventi e feste in corso sul tema e col nome Maria o Marie.

Fra queste, sorta nel IX secolo, vi è “La festa delle Marie” di Venezia, la quale, interrotta nel 1379, fu ripresa con slancio recentemente con l’accezione di rievocazione storica. Questa commemorazione storica la dice lunga sul valore dell’appellativo Maria e sul ruolo conferito alle Marie di Venezia e il collegamento fra luogo, iconografia ed epoche schiude numerosi scenari come quello delle “Orsoline” di Vivaldi, le monache dette “Della Pietà”, quelle di Fondamenta della Misericordia, le vicende al femminile narrate da Benedetto Marcello e la relazione fra madre e figlia, i provini, il teatro, la spiritualità della basilica della Salute, ecc.

Riproposta oggi nel periodo di Carnevale, “La Festa delle Marie” non smette di suscitare curiosità e scalpore per l’intensità sentimentale e il baglio storico che vengono affidati alle 12 giovani donne che ogni anno vengono selezionate per indossarne le vesti e riviverne gli spazi, ricercandone un tempo che non sembra esser passato. Qualche mistero e il sapore di universo che ci sta sfuggendo di mano.

A riscattarne il valore, di recente, fu Bruno Tosi, il quale alla sua morte lasciò celato un mistero: che rapporto c’è tra Maria Callas da lui servita e amata sia artisticamente che femminilmente e la rievocazione storica de “La Festa delle Marie”?

La genialità e la creatività di bruno Tosi non lasciavano nulla al caso e se sia Maria Callas che “La Festa delle Marie” era sotto la sua ala, un motivo che non ha fatto in tempo a dichiarare ci sarà.

La tipologia di collegamento e la quantità di legami che si estrinsecano fra presente e passato, e più precisamente dal rinascimento ad oggi, confermano una intersecazione fra l’ideologia spirituale e pagana della figura di Maria, e di conseguenza Venezia e “La Festa delle Marie” e il Carnevale sono gli elementi di partenza per ipotizzare un itinerario di ricerca in merito alle questioni trattate.

A chi è rivolta la call for paper? Si invitano, dunque, tutti gli studiosi e esperti delle differenti aree del sapere, a restituire una propria tesi sul tema della Maria fra sacro e profano in relazione a “La Festa delle Marie” fra istituzione e rievocazione storica del Carnevale di Venezia.

Cosa inviare? Entro quando e dove? SI richiede ad ognuno di inviare un saggio o saggio breve a info@festadellemarie.com entro le ore 24 del 5 febbraio 2017.

Gli autori selezionati saranno contattati entro il 7 febbraio e invitati ad esporre il proprio intervento dal vivo o tramite collegamento skype il 16 febbraio a partire dalle ore 11.00, presso PALAZZO LABIA, SEDE DELLA RAI-VENEZIA.

 

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