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Francesco Lipari: la polizia non ha nè uomini nè mezzi

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Francesco Lipari: ecco i problemi più urgenti delle Forze di Polizia.Senza uomini come si può parlare di aumento della vigilanza?

L’intervista a Francesco Lipari Segretario Provinciale Coisp Venezia -Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia- mette in luce i problemi più scottanti delle forze di Polizia: come mai lo Stato sbandiera ovunque un aumento di vigilanza quando problemi gravissimi all’interno delle Forze dell’Ordine ostacolano anche il conseguimento del normale servizio di sicurezza?
Lipari infatti denuncia un calo significativo nell’organico delle Forze dell’Ordine, più volte denunciato a chi di competenza con scarsi risultati. Per la Questura di Venezia si parla di 900 unità attive, che, Lipari ribadisce, non sono sufficienti a fare fronte a tutte le esigenze rese evidenti dalla cronaca. Il problema dovrebbe essere dichiarato e non nascosto, soprattutto da coloro che lo subiscono: se il Questore di Venezia, Angelo Sanno, per esempio, rendesse ufficiale e pubblica la questione, forse l’attenzione delle istituzioni aumenterebbe e le persone in servizio non si sentirebbero ignorate. A tutti è chiesto di fare continuamente straordinari proprio per la mancanza di personale, sottoponendoli ad uno stress lavorativo enorme.
Anche quello dei mezzi, dice Lipari, è un grosso problema: mezzi attempati che non funzionano bene, fondi per la benzina che non bastano mai, penuria di divise e addirittura di giubbotti antiproiettile: insomma, gli strumenti più basilari per svolgere il proprio lavoro.
Lipari commenta anche sull’esigenza di controllare le immigrazioni in Italia e in Europa: permettere di entrare senza le premesse necessarie per un lavoro e per l’inserimento significa portare le persone alle attività criminali, afferma. La frustrazione dei poliziotti è molta: anche la giustizia non aiuta a rendere il servizio di sicurezza dovuto ai cittadini. Molte volte, spiega Lipari, l’arresto di criminali e spacciatori si è risolto nella loro liberazione il giorno seguente perché le leggi sono troppo blande e le carceri piene: ciò non toglie che gli “arrestati per un giorno” possano continuare la loro attività indisturbati.
Sotto la divisa, dice Lipari, c’è un cittadino: le preoccupazioni, le frustrazioni ed i bisogni sono gli stessi.

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