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Faccia a Faccia: il FaceFood Festival

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In questa puntata di “Faccia a Faccia” incontriamo Davide Cini, titolare delle agenzie Tratti e Linkness, e Laura Fiorillo, responsabile delle pubbliche relazioni del FaceFood Festival.


In questa puntata di “Faccia a Faccia” ci confrontiamo con Davide Cini, titolare dell’agenzia Tratti, che si occupa di comunicazione integrata, e dell’agenzia Linkness, nata per sviluppare i siti web, e Laura Fiorillo, responsabile delle pubbliche relazioni e dei rapporti con i media delle due agenzie. Partiamo subito con una domanda: perché per avere i dati delle ultime elezioni amministrative si sono dovute attendere diverse ore, mentre negli USA questi processi sono molto più celeri e dinamici? Cini spiega che l’Italia, in fatto di comunicazione, dovrebbe fare attenzione all’estero, confrontandosi con certe agenzie estere che sono molto più avanti nel modo di fare marketing. L’Italia spesso tenta di copiare dagli altri, ma lo fa male, bisognerebbe cercare di prendere le parti migliori e confezionarle a nostro modo. Gli italiani hanno, però, un problema fondamentale: non sanno valorizzare l’Italia, che ha tante cose buone, ma i cambiamenti vi arrivano sempre in maniera molto lenta. Linkness, continua Cini, ha creato l’immagine di un evento che sta spopolando, il FaceFood Festival. Nel curare l’immagine di questo evento non si sono trovate difficoltà, ma è stato un piacere sviluppare un nuovo concept e una muova comunicazione. Si è partiti da un nuovo naming, da cui è nato un nuovo brand e da lì si è costruita una nuova identità associata a immagini legate al cibo, visto che l’evento è incentrato sul cibo e sulla sua dimensione social. Anche il tono di colore è stato studiato attentamente, improntandolo su forti cromie, colori d’impatto perché si è nel periodo estivo, si parla di divertimento e di una situazione in cui la gente deve sentirsi parte attiva di una comunità. Laura Fiorillo ci descrive come è strutturata la manifestazione. C’è un’ampia piazza in cui si affacciano otto ristoranti con i loro plateatici: questi sono un ristorante grill, un ristorante di pesce, un ristorante vegano, novità per una manifestazione all’aperto, un ristorante arabo, con specialità anche greche e libanesi, sushi, anche con la formula “all you can eat” con nastro rotante, pizzeria e paninoteca, gelateria e frutteria. I gestori dei singoli ristoranti hanno promosso da sé la propria immagine, ma gli organizzatori dell’evento hanno dato qualche indicazione sui nomi dei piatti, ad esempio per mantenere connotazioni locali o richiamarli alla manifestazione. La location dispone di 2000 posti auto e 2 palchi: il principale è alle spalle del centro commerciale SME, per dare la possibilità a tutti quelli che mangiano sulla piazza di essere orientati verso il palcoscenico. Gli eventi che si succederanno nel corso della manifestazione si trovano sul sito, aggiornato quotidianamente: facefoodfestival.it o sulla pagina Facebook: Face food Festival. Una manifestazione, infatti, per essere accattivante deve avere molti contenuti, e soprattutto una che dura nel lungo periodo deve offrire qualità e varietà per far sì che le persone ritornino, portando, magari, altri amici. Bisogna lavorare sulla varietà in termini di spettacoli, di cibo ed è necessario sapersi evolvere man mano che passa il tempo, adattandosi al target e ascoltando le persone tramite i social. Nella costruzione di qualsiasi manifestazione, spiega Cini, bisogna partire dall’idea e dagli obiettivi, costruire un percorso per arrivare alle persone nel modo più vero e naturale possibile: in una festa che dura tanto tempo e perciò legata al sentimento delle persone deve vivere di contenuti sani. Per il FaceFood Festival un plauso va agli organizzatori e alla municipalità di Marghera, che hanno lavorato sodo i 15 giorni precedenti l’inizio della manifestazione. In questi giorni al FaceFood Festival c’è la possibilità di vedere le partite dei Campionati Europei su maxischermo e ciò ha portato un buon riscontro di pubblico, perché alla gente piace stare in compagnia, commentare ed esultare insieme. Il FaceFood Festival permette di vedere il concetto di area metropoitana nella festa stessa: è, infatti, un punto di raccolta di utenti da più province e anche da fuori regione, grazie soprattutto all’attività dei social. Motivo di richiamo sono le varie serate di ballo proposte: ogni mercoledì salsa, ogni domenica tango, ogni venerdì e sabato serate di dj set nella discoteca con cocktail bar. Il FaceFood Festival ha come elemento positivo della comunicazione il fatto che essa sia diretta e inequivocabile e crei un’atmosfera di villaggio, di una grande piazza con confusione positiva e aggregazione, in cui ci si può divertire mangiando. Per i più piccoli la location del Festival dispone di un’area giochi vicino alle bancarelle, e di una coloratissima area bimbi delimitata, accanto alla zona lounge. Cambiando argomento, Davide Cini ci illustra quali sfide a livello di comunicazione deve superare un’azienda. In un periodo di crisi l’azienda deve farsi vedere, ora che c’è un po’ di ripresa, dettata soprattutto dall’aver resistito, questa porta le aziende a volersi affacciare verso nuovi mercati e mettersi in mostra, accettando nuovi canali e strumenti. L’azienda deve farsi vedere in rapporto alla sua evoluzione: alcuni modi sono la multicanalità, la presenza sui social, la presenza di successo online e anche i media tradizionali, ma tutti devono essere gestiti bene in modo da far trapelare il modo di essere dell’azienda. E’ necessario, inoltre, sfruttare bene i media a disposizione per arrivare al target desiderato. Il FaceFood Festival, ad esempio, ha sfruttato delle scelte strategiche di comunicazione per arrivare al target desiderato.

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