Home Notizie Articoli di Cultura e Spettacolo Eccellenze italiane: Silvan e il gelato

Eccellenze italiane: Silvan e il gelato

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Il veneziano Aldo Savoldello, in arte Silvan, ha ottenuto il "David Devant Award" del Magic Circle di Londra.

Silvan è il primo prestigiatore italiano ad ottenere il premio “David Devant Award”, mentre un gelatiere di Spoleto vince la finale del “Gelato World Tour”. 

Importante riconoscimento per il mago Silvan, al quale è stato assegnato il “David Devant Award” del Magic Circle di Londra, il più esclusivo e autorevole club di magia del mondo, di cui è membro onorario anche il principe Carlo d’Inghilterra. Nella motivazione, si legge che Aldo Savoldello – il vero nome dell’illusionista italiano – ha contribuito «all’avanzamento e alla valorizzazione dell’arte magica nel mondo».

Silvan, che riceverà l’ambito premio il 15 settembre a Londra (se volete partecipare, qui trovate i biglietti), ha dichiarato: «L’inaspettato Award di The Magic Circle (che è stato fondato a Londra nel 1905 da David Devant, conta duemila prestigiatori ed è famoso per la sua preziosa cultura storica) mi onora perché nei suoi cento anni di storia viene conferito per la prima volta a un italiano».

Un commento simile, «Sono onorato che sia stato apprezzato!», lo ha espresso lo spoletino Alessandro Crispini, a proposito del suo gelato al gusto di pistacchio, grazie a cui ha battuto gli altri 35 colleghi arrivati a Rimini da tutto il mondo per la finale del Gelato World Tour. Il gelatiere umbro ha usato un suo speciale blend di tre varietà di pistacchi siciliani, due di Bronte e uno dell’agrigentino e per esaltare ancora di più il gusto ha aggiunto del fior di sale di Cervia per un quid in più di sapidità.

Il secondo gradino del podio è stato conquistato da Guido e Luca De Rocco, padre e figlio di origine italiana residenti in Germania, grazie al loro “Tributo alla Serenissima”, un sorbetto di uva fragola con noci caramellate che hanno dedicato al Veneto, loro terra d’origine. Medaglia di bronzo per il gusto “Amor-Acuyà” della colombiana Daniela Lince Ledesma, di Medellín.

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