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Novak Djokovic apre un ristorante gratuito per i bisognosi

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Il tennista serbo Djokovic, reduce da una stagione non esaltante, apre un ristorante per i poveri del suo Paese.

Il tennista Djokovic – ex numero uno del mondo, fermo da Wimbledon per infortunio – è pronto a inaugurare un locale che offrirà pasti gratuiti ai poveri.

Campione dentro e fuori dal campo: il tennista serbo Novak Djokovic aprirà nel suo Paese un ristorante per offrire pasti gratuiti alle persone bisognose: dopo quello inaugurato nel 2009 a Belgrado, chiamato “Novak“, e un altro, vegano col nome di “Eqvita“, avviato nel 2016 a Monte-Carlo, questo sarà il terzo locale gestito dall’ex numero uno del mondo della racchetta, ma con una finalità davvero speciale.

La notizia, anticipata dai media britannici, è stata confermata con un comunicato dallo stesso Djokovic, diventato nel 2015 il primo tennista nella storia a guadagnare più di 20 milioni di dollari di montepremi in una sola stagione: «Il denaro non è un problema per me – ha confessato – Ho guadagnato abbastanza per sfamare tutta la Serbia, penso che meritino questo per tutto il sostegno che mi stanno dando».

Fuori dai campi per tutta la seconda metà della stagione, a causa dei fastidi al gomito accusati a Wimbledon nel match contro Berdych, Novak è al lavoro per tornare in piena forma nel 2018 e riprendersi da un’annata decisamente negativa. Ma solo dal punto di vista agonistico, perché nel frattempo il campione serbo è diventato papà per la seconda volta – a settembre è nata la piccola Tara- e ha confermato l’accordo con Agassi come suo allenatore. 

Tornando al ristorante, non è ancora chiaro se le persone dovranno dimostrare di avere un reddito basso e non sufficiente per mangiare adeguatamente o se l’ingresso sarà accessibile a tutti, quel che è certo è che sarà aperto solo di sera e distribuirà pasti gratuitamente. E’ l’ennesima dimostrazione di come il tennis, tra match di esibizione, racchette all’asta e fondazioni personali (come quella di Federer, che esiste da 14 anni) abbia un occhio di riguardo nel campo della beneficenza.

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