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I dentisti veneziani mandano in fumo i ladri

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dentisti veneziani

I dentisti veneziani si attrezzano contro il dilagare dei furti nei loro studi e mettono a punto un pacchetto sicurezza che prevede, oltre ad assicurazione e vigilanza privata, anche l’utilizzo di nebbiogeni. “In pratica, in caso di intrusione, il sistema antifurto satura lo studio di una densa e impenetrabile nebbia bianca, atossica e innocua per persone, animali e beni, costringendo il ladro a trovare velocemente la via di fuga. Si sa che i primi minuti dopo l’intrusione sono cruciali e per questo intendiamo neutralizzare i ladri semplicemente rendendoli “ciechi” – spiega il presidente di Andi Venezia Stefano Berto – I furti colpiscono soprattutto in terraferma e provincia e il primo problema è rappresentato dal vandalismo che viene compiuto: pur di portar via i macchinari in breve tempo tagliano praticamente tutto. E questo blocca uno studio dentistico per almeno 15 giorni. I danni sono enormi e partono da almeno 20 mila euro”. Il risultato è che il dentista, per poter continuare un minimo la propria attività, deve, nell’immediato, chiedere in prestito i macchinari ai colleghi. “In associazione arrivano molte segnalazioni di furti. Posso affermare che siamo di fronte ad una vera emergenza sicurezza– spiega il presidente di Andi Veneto, il veneziano Luca Dal Carlo – E’ gente che sa dove mettere le mani e lo fa procurando gravissimi danni. E’ evidente che il materiale rubato andrà ad attrezzare qualche altro studio odontoiatrico. Padova, Belluno e Venezia sono le provincie più colpite. Ma le altre non sono affatto esenti al fenomeno: ci sono colleghi che hanno subito due furti nel giro di 15 giorni”. Insomma, la convinzione di Andi è che si tratti di furti su commissione. “In genere i furti si dividono in due categorie – sottolinea Berto – C’è il piccolo furto, dove si ruba il pc, la macchina fotografica, e i trapani. E poi ci sono i furti dove viene rubato praticamente tutto lo strumentario che andrà a finire, molto probabilmente in qualche altro studio. Posso tranquillamente affermare che i casi che si registrano nel nostro territorio sono in maggioranza di questo secondo tipo”.

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