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Carta di Venezia, sottoscritto dall’avvocatura veneziana il manifesto che pone l’acqua come diritto dell’uomo

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Carta di Venezia

Una funzione sociale fuori dagli schemi politici e privati che possa aiutare Venezia nella candidatura di capitale mondiale dell’acqua, come bene primario dell’individuo da preservare. Non è solo una semplice firma su un documento quella posta oggi dal presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Venezia l’avv. Paolo Maria Chersevani sul manifesto ribattezzato “Carta di Venezia” che pone l’acqua come diritto fondamentale dell’individuo. Un forum, quello che si è tenuto alla Scuola Grande San Rocco e che aveva funzione di credito formativo per 350 legali veneziani, che investe di un profondo impegno morale l’avvocatura veneziana e investe ciascun professionista di un ruolo ben preciso che va oltre i suoi compiti professionali.
«Siamo qui per proseguire l’intenzione di manifestare come avvocatura la nostra funzione sociale – ha detto nella sua introduzione Chersevani -. Noi siamo avvocati ma non facciamo solo gli avvocati, siamo anche portatori di quelle istanze che la società civile ci indica per migliorare i nostri tempi e siamo noi stessi che possiamo dare indicazioni che non siano confinate al nostro ruolo professionale e che vadano al di fuori del nostro ambito, quindi fuori della politica e degli interessi privati. Il fatto di farlo in una città come Venezia che è per sua natura simbolo dell’acqua come bene fondamentale per la sopravvivenza dell’individuo, è un impegno morale ancora maggiore».
Il manifesto sottoscritto nella Scuola Grande San Rocco viene siglato proprio a conclusione di Expo 2015 e invoca “l’emanazione di regole giuridiche semplici e chiare, che non consentano ambiguità nel perseguimento di scelte politiche dirette a garantire un uso sicuro della risorsa idrica e che contemperino sostenibilità ambientale ed equità”. Per perseguire questo gli avvocati veneziani si impegnano “a difendere ogni diritto comunque connesso con la tutela dell’acqua, proponendosi come tramite tra cittadini e Istituzioni, al fine di promuovere una legalità che, pur attenta alle esigenze del mondo economico e della fruizione generale, non lasci il passo a squilibri, riduca ogni spreco e tuteli concretamente l’unicità ambientale del territorio”. Tra quelle che sono le proposte che la Carta di Venezia invita a perseguire c’è “la creazione di un tavolo permanente, attorno al quale discutere senza pregiudizi o interessi di sorta, delle modalità di tutela del diritto fondamentale di ogni individuo di accedere all’acqua come bene essenziale alla vita, alla produzione ed ai commerci”.
Presenti questa mattina al Forum personalità istituzionali come il Presidente della Corte d’Appello Antonino Mazzeo Rinaldi, il Presidente del Tribunale di Venezia Arturo Toppan, il Procuratore Capo Luigi Delpino e il Procuratore Aggiunto Adelchi D’Ippolito che hanno portato il loro saluto all’assemblea.
A riferire il messaggio del Patriarca, mons.Francesco Moraglia, è intervenuto mons. Antonio Meneguolo. «Alla questione dell’importanza del bene primario come lo è l’acqua Papa Francesco ha dedicato una riflessione nella sua Enciclica dicendo che è un dritto umano essenziale e fondamentale perché ne determina la sopravvivenza. Il problema legato all’uso e al consumo dell’acqua è una questione educativa. Incoraggio il vostro prezioso e difficile servizio professionale da dedicare al valore del bene comune».
A portare il saluto della città di Venezia è quindi intervenuto il sindaco Luigi Brugnaro. «Affronto giornalmente i grandi ed i piccoli problemi di Venezia che è acqua ma che attraverso l’acqua si collega alla sua essenziale componente di terra cercando di trovare i necessari equilibri tra le diverse anime di questa straordinaria città – ha detto il sindaco – . Dicevo che Venezia è acqua perché tutti i grandi temi che interessano Venezia hanno a che fare con l’acqua: il Mose, le Grandi Navi, il trasporto e la gestione delle sempre più imponenti masse di turisti che visitano la città, ma anche la manutenzione e lo scavo dei canali e dei rii, tanto per dare una idea. Quindi una visione dell’acqua che da diritto fondamentale per l’uomo, come il titolo del convegno suggerisce ed impone, diventa per Venezia la vita della città nella concezione più ampia che si possa concepire perché è acqua che non serve alla sopravvivenza ma è acqua che vive in simbiosi con l’uomo. Non posso quindi che ringraziare l’Ordine di Venezia per aver voluto portare a chiusura dell’Expo a Venezia l’attenzione del mondo del diritto, ma direi della società civile di cui l’avvocatura è parte attiva ed apprezzata, sul tema dell’acqua».
«Le parole e la visita del sindaco a questo forum sono una apertura di credito da sfruttare e noi non dobbiamo aspettare che ci arrivi dalla politica la richiesta di fare – ha quindi aggiunto il presidente dell’Ordine degli avvocati veneziani Chersevani -. Dobbiamo iniziare da soli a fare e proporre e non aspettare la politica. Se non raccogliamo queste sfide saremo destinati a soccombere. Per il futuro dell’avvocatura queste manifestazioni sono lo spirito di una avvocatura che conta, anche a Venezia. Gli attori principali siamo noi e ora ci servono poche norme, chiare, precise e che non siano frutto di interessi partitici e politici. Mi auguro che questa sia la nostra strada e mi piacerebbe che Venezia si deputasse come sede temporanea per le iniziative legate all’acqua».
A portare il proprio contributo sul tema del forum sono intervenuti il Direttore Generale di Veritas Andrea Razzini, il Presidente dell’Ordine degli Avocati di Milano Remo Danovi, del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto Gianluca Amadori e il Segretario Generale della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo Delta Roberto Crosta.
Nella sessione pomeridiana sono seguiti i contributi dell’avv. Federico Peres del Foro di Verona, dell’avv. Gianluca Sicchiero del Foro di Venezia e Ordinario di Diritto Privato all’Università Ca’Foscari di Venezia, quindi ancora dell’avv. Elio Zaffalon e dell’avv. Ivone Cacciavillani del Foro di Venezia.

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