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Carnevale di Venezia 2017: Piazza San Marco si prepara per il giovedì grasso

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Carnevale di Venezia 2017

Carnevale di Venezia 2017: Ogni giorno sfilata di maschere e botteghe artigiane nella piazza più bella del mondo

In attesa del “Giovedì Grasso” e della attesa celebrazione del “Taglio della Testa del Toro”, prosegue domani, mercoledì 22 febbraio 2017, in piazza San Marco, l’attività della grande officina dei mestieri del Carnevale di Venezia 2017 Creatum-Vanity Af-fair.
Il salotto buono e cuore pulsante della città vive in questi giorni la splendida esperienza di vedere all’opera gli artigiani veneziani ospitati in un allestimento fiabesco davanti al Museo Correr e tra le due Ali Napoleoniche per ricreare l’atmosfera della Repubblica Serenissima.

Gli spazi delle botteghe artigiane sono occupati dall’Atelier Longhi di Francesco Briggi, dai maestri del Consorzio Vetro Artistico di Murano Promovetro. E ancora, gli artigiani dell’associazione El Felze, quelli del Consorzio dei Mascareri, del Politecnico Calzaturieri del Brenta, i tessutai di Venice Textile e Consorzio dei Tajapiera Restauratori Veneziani. Tutto ammirabile e visitabile da vicino. Venezia e le sue eccellenze artigiane si mostrano al mondo, al foresto e anche ai veneziani stessi. Nella bottega degli squerarioli de El Felze si può ammirare la “Dogaressa”, la gondola di grandi dimensioni che in passato ha trasportato tre papi in visita a Venezia. Per l’occasione il pubblico potrà ammirarne dal vivo il restauro effettuato dagli artigiani del Felze che occupano una delle officine della Piazza.

Assieme agli artigiani all’opera aperti dalle 11.00 alle 17.00 ci saranno le sfilate per scegliere la maschera più bella. I partecipanti sfilano in passerella, sfidandosi a colpi di costumi, maschere e parrucche nel doppio appuntamento giornaliero delle 11 e delle 13.
Il concorso è ancora più ricco di emozioni, colori e sorprese perché sarà il pubblico a decidere i vincitori giornalieri, grazie ad un meccanismo di votazione ad eliminazione diretta, che coinvolgerà la piazza e i suoi ospiti e decreterà le maschere più belle delle sfilate. E per i vincitori delle sfilate previste tra giovedì a sabato grasso (23-25 febbraio) la finale di domenica 26 febbraio è assicurata. La partecipazione è gratuita, scaricando il modulo che si trova sul sito ufficiale del Carnevale di Venezia.
Dalle 17.00 alle 20.00 anche con musica dal vivo con Simone Pizzardo dj-set.
Qui di seguito le schede di tre degli artigiani che sono presenti con le loro botteghe in piazza San Marco.

CALZATURIERI
Il Politecnico Calzaturiero nasce nel 2001 quale erede di una lunga tradizione dei Calzaturieri del Brenta. La società La Confraternita dei Calegheri (calzolai) operava a Venezia già nel lontano 1268.
Ma il distretto della calzatura si sviluppa soprattutto a partire dal 1898 grazie all’imprenditore Luigi Voltan, fondatore della prima grande fabbrica di scarpe nel territorio – precisamente a Strà – in Provincia di Venezia.
Ed è proprio a Stra che nel 1923 nasce la “Scuola di Disegno per Arti e Mestieri”, che con lo sviluppo industriale del settore calzaturiero si specializza nella formazione di Designer, Modellisti e Tecnici della Calzatura.
Oggi è la struttura di formazione, trasferimento tecnologico e servizi del Distretto Calzaturiero della Riviera del Brenta, ove vengono prodotte le scarpe – prevalentemente da donna – più belle al mondo: nel distretto sono presenti oltre 500 aziende, più di 10.000 dipendenti e vengono prodotte annualmente 20 milioni di paia di scarpe.
Durante il Carnevale il Politecnico Calzaturiero apre la Sua Bottega artigiana nella grande officina dei mestieri in Piazza San Marco. La scuola, con i suoi maestri artigiani e con gli allievi, animerà le giornate riportando i visitatori al tempo dei Calegheri. Sarà ricreato un laboratorio artigianale per la produzione di scarpe di lusso fatte a mano. Le calzature artigianali di lusso rappresentano un’esperienza fatta di scelte personali, finalizzate alla realizzazione di un oggetto unico con cui provare piacevoli sensazioni di relax, libertà ed indipendenza.

COSTUMISTI
Atelier Pietro Longhi
Due sono le anime che danno vita all’Atelier Pietro Longhi. Quella originaria è legata alla produzione di abiti storici grazie a Francesco Briggi, sarto per passione, che da oltre vent’anni ha riportato in luce la tradizione sartoriale veneziana. L’Atelier Pietro Longhi nasce 20 anni fa in centro storico a Venezia e lentamente, grazie all’impegno del sarto e titolare Francesco Briggi diventa una realtà che produce in terraferma, a Noale, e grazie alla sinergia con la sede storica produce abiti storici che hanno riportato la laguna al centro della ribalta internazionale per eccellenza, qualità e creatività. Musei italiani ed europei, collezionisti e appassionati di tutto il mondo, trovano in Atelier Pietro Longhi la risposta alle domande che riguardano la moda in ogni suo aspetto, persino nella precisissima uniformologia. Abbigliamento che diventa un modo di vivere, e per questo motivo Atelier Pietro Longhi organizza eventi che, ispirandosi alla storia della Serenissima, stupiscono oggi come nel passato.

GLI ARTIGIANI DELLA GONDOLA
Complesse e fortunate vicissitudini della storia hanno consentito che le arti legate alla costruzione della gondola venissero trasmesse pressoché intatte dal medioevo a ieri. Oggi però ragioni diverse, anche motivate, mettono a rischio un enorme Patrimonio Culturale Intangibile; un patrimonio complesso imperniato su tecniche speciali caratterizzate anche da una forte manualità e dalla personalizzazione dei prodotti: pezzi unici realizzati per clienti unici.
Perché ciò non succeda buona parte de “I artieri de gondole et suoi fornimenti” si sono riuniti nell’associazione El Felze: Squerariòli (i carpentieri navali specializzati nella costruzione di questi straordinari scafi), remèri (gli artigiani che costruiscono i remi perfetti in idrodinamica ed equilibrio e le forcole: sculture lignee necessarie alla conduzione e manovrabilità delle nostre barche), intagiadòri (gli scultori che decorano con bassorilievi parti dello scafo e arredi mobili), battiloro (da secoli trasforma piccole pepite in fogli sottilissimi da applicare a parti della barca) , doradòri (coloro che applicano le foglie d’oro), fravi (i forgiatori dei famosi ferri da prua e delle lame da poppa), fondidòri (coloro che fondevano ottone e bronzo secondo il metodo a staffa di particolariornamenti metallici della barca), tapessièri (artigiani specializzati nella realizzazione di arredi e cuscinerie), baretèri (realizzano i berretti invernali in stoffa e i cappelli estivi in paglia), sartòri (confezionano originali divise da parata), caleghèri (Realizzano particolari calzature). Questi artigiani specializzatissimi hanno scelto di unirsi sotto questo ideale Felze, l’antica cabina della gondola ormai non più realizzata, per contarsi, per contare e per raccontare: narrare del patrimonio di conoscenze ricevuto in eredità e di quella filiera, corta ma con una lunga storia, di cui molti degli stessi veneziani ignorano l’essenza.
Le abilità manuali e le pratiche di questi mestieri saranno “portate in Piazza” dall’associazione El felze con i suoi artigiani e con i tutti i colleghi che resistono in questa città e che quotidianamente testimoniano la necessità di valorizzare questo Patrimonio Culturale Intangibile.

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