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I famosi Baci rilanciano i dialetti

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"Vasu" è un Bacio regionale, denominato in siciliano, quindi nel cartiglio interno ci sarà un proverbio dell'isola.

Nella nuova serie di Baci Perugina, le tradizionali parole d’amore dell’incarto sono sostituite da detti e proverbi, espressi nel dialetto di nove regioni. 

I baci parlano il dialetto! Nella serie “Parla come… Baci”, le frasi – più o meno romantiche – dei Baci Perugina si rifanno ai modi di dire regionali: dal napoletano “Ògne scarrafóne è bèll’a màmma sóia“, al milanese “I inamoraa guarden minga a spend“, sono stati selezionati 100 tra detti e proverbi di nove diversi dialetti, gli altri sono: pugliese, genovese, veneto, romano, siciliano, piemontese e – ovviamente – perugino.

Quindi, ogni cartiglio contiene un proverbio in dialetto con la traduzione in italiano, mentre l’incarto riporta la parola “bacio” nei dialetti scelti, dal “vasu” siciliano al “bàso” veneto, passando per il “bagio” umbro. «I proverbi dialettali sono massime autorali che rispecchiano l’appartenenza a una cultura e a un luogo specifici, ma il cui significato è universalmente riconosciuto, poiché si rifà ai grandi temi che accomunano tutti: l’amore, l’amicizia, la famiglia, il lavoro e così via», dicono dall’azienda.  

La saggezza popolare ha infatti tramandato, di generazione in generazione, detti che ancora oggi risuonano attuali e veritieri e che spesso sono utilizzati come intercalari.

E i signori del marketing non si muovono a caso: uno studio promosso dalla stessa società del gruppo Nestlè attribuisce ai millennials una forte curiosità nei confronti dei dialetti, sia per il desiderio di creare un legame forte con la propria famiglia, che per volontà di conoscere la storia di determinati termini ed espressioni o arricchire il proprio parlato con espressioni colloquiali.

Così i celebri cioccolatini degli innamorati si pongono sulla linea di intuizioni felici che ne caratterizza la storia, a partire dal lontano 1922, quando la giovane e intraprendente Luisa Spagnoli creò dei dolcetti di nocciole, granella di nocciole e cioccolato fondente, chiamandoli con un nome che è praticamente il contrario di quello odierno: “cazzotti”. 

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