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Baby gang a Mestre: fermati tre minori responsabili di rapine

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Baby gang a Mestre

Baby gang a Mestre: continua l’attività di contrasto alle attività criminose riconducibili alle cd. dette “baby gang”. La Polizia di Stato stamani ha concluso, a Mestre, un’altra importante operazione di Polizia Giudiziaria .
In particolare, personale del Gruppo Anticrimine Mestre Marghera (GAMM) della Squadra Mobile ha eseguito un’ordinanza che dispone la misura cautelare del collocamento in comunità emessa dal GIP del Tribunale dei Minorenni di Venezia nei confronti tre minori di 15 anni, di 16 anni e di 14 anni, ritenuti responsabili, in concorso con altri minori, di due rapine e di lesioni aggravate.
Le indagini, avviate alla fine dello scorso anno, hanno consentito di raccogliere gravi elementi di colpevolezza a carico dei destinatari del provvedimento restrittivo in ordine a due distinte rapine commesse in territorio mestrino l’8 ottobre ed il 30 novembre scorsi, rispettivamente in pregiudizio di un cittadino bengalese e del titolare di un esercizio commerciale (CRAZY O), entrambi costretti a ricorrere alle cure mediche.
In particolare, nel corso degli episodi delittuosi in argomento, i minori, avvalendosi della forza del “branco” ed al fine di sottrarre un telefono cellulare ed un distributore di gadget, procuravano alle vittime lesioni (rottura di tre denti per quanto riguarda la prima vittima, ferite al sopracciglio sinistro alla seconda).
Per la prima rapina, il 2 dicembre scorso un minore del 2000, di nazionalità ucraina, era già stato destinatario della misura cautelare del collocamento in comunità in esecuzione di analogo provvedimento dell’ Autorità giudiziaria del Tribunale per i Minorenni; nell’occasione, erano state eseguite anche 4 perquisizioni nei confronti di altrettanti minori risultati coinvolti, in stato di libertà, nel medesimo episodio.
Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare di oggi, sono in corso perquisizioni personali e locali delegate dall’Autorità giudiziaria, nei confronti di altri 2 minori, indagati in stato di libertà per i medesimi reati.

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