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Arrestato jesolano per ricettazione di attrezzatura per ristoranti

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Gli agenti della sezione Anticrimine del Commissariato di Jesolo lo hanno bloccato intorno alle ore 14.00 di ieri, mentre si apprestava a riavviare il furgone (rubato) che avena in uso in via Donizetti a Jesolo Paese.
L’uomo, Maurizio Costantini, jesolano classe 1976, non ha opposto resistenza ed è stato accompagnato dagli agenti presso la sede del Commissariato in via Pietro Sassaro.
La vicenda però nasce nella serata precedente, quando si era verificato un tentativo di furto all’interno di un ristorante di via Oriente, sempre a Jesolo: nell’occorso, il(i) ladro(i) veniva messo in fuga dal proprietario che si accorgeva del tentativo di intrusione.
Nel cuore della notte, però, l’opera veniva portata a termine, e dall’interno delle cucine sparivano macchine da cucina e attrezzature per migliaia di Euro.
Non solo: anche un secondo ristorante, questa volta nella vicina località di Cortellazzo, veniva svaligiato.
Le indicazioni fornite dai testimoni riferivano agli agenti che dal luogo era stato visto allontanarsi un furgone di colore bianco.
Gli agenti si mettevano immediatamente alla ricerca del particolare mezzo, rintracciandolo nella mattinata parcheggiato proprio in via Donizetti a Jesolo Paese.
Quasi a conferma dei sospetti degli investigatori, ad un controllo al terminale interforze del Ministero dell’Interno, il furgone risultava rubato nella giornata di martedì scorso da Marcon (Ve).

E’ bastata qualche ora di discreta attesa, da parte degli agenti jesolani, per notare il Costantini avvicinarsi al mezzo, aprirlo e accenderne il motore, pronto per avviare il mezzo.
Dopo averlo bloccato, i poliziotti hanno iniziato la perquisizione del mezzo: all’interno del vano di carico sono stati trovati una ventina di attrezzi e oggetti in uso alle cucine di ristorazione collettiva, tra cui friggitrici, una cucina completa, un’impastatrice, carrelli porta vivande, pale per pizza, un tritacarne, un’affettatrice e altro ancora.
Nel vano autista e passeggeri, invece, è stata rinvenuta una sacca con dentro quanto necessario per compiere il particolare “lavoro”, ovvero seghetto, scalpelli, pinza, tenaglia, trancie e taglierino.
L’uomo, che annovera precedenti penali specifici anche in tempi recenti, non ha voluto commentare quanto rinvenuto dagli operatori, limitandosi a riferire di essere consapevole che quanto rinvenuto (compreso il furgone) fossero di provenienza furtiva.
E’stato quindi sottoposto alla misura del fermo di polizia giudiziaria per indiziato di delitto, e trasferito presso il carcere veneziano di Santa Maria Maggiore.
Quanto rinvenuto è tuttore depositato presso gli uffici del Commissariato jesolano in attesa di essere inventariato e riconosciuto dai legittimi proprietari.

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