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A volte ritornano: Michael, Jackson e Mercury

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Non ci lasceranno mai: di Michael Jackson esce una raccolta postuma, su Freddie Mercury si sta girando un film.

Dei cari estinti arrivano: un nuovo pezzo di George Michael (in attesa di un ricco cofanetto), una raccolta di Michael Jackson e un film su Freddie Mercury. 

A otto mesi dalla morte, il giorno di Natale del 2016, esce il primo brano postumo di George Michael: si intitola “Fantasy” ed è la rielaborazione di una canzone risalente al periodo di “Faith” – l’album dell’esordio solista dopo l’esperienza Wham!, uscito nel 1987 – a cui partecipa Nile Rodgers. Il pezzo sarà incluso nel cofanetto “Listen without prejudice/MTV unplugged” che verrà pubblicato il prossimo 20 ottobre. 

Il 29 settembre uscirà, invece, “Scream“, ennesima raccolta postuma di Michael Jackson: tredici brani già pubblicati (anche con i Jacksons 5) e una traccia inedita, un mash up di “Blood on the dance floor”, “Dangerous”, “This place hotel”, “Leave me alone” e “Is it scary”, realizzato da The White Panda. 

Non mancano le collaborazioni, come “Somebody’s watching me” di Rockwell, il cui ritornello fu interamente cantato da Michael; e quella del 1995 con la sorella Janet, che dà il titolo all’album. L’unica vera novità è il mash up di The White Panda, un duo specializzato nel genere, nato nei corridoi del college che Tom Evans e Dan Griffith frequentavano da ragazzini.

E ritorna anche Freddie Mercury, reincarnato in Rami Malek, che lo interpreta in “Bohemian Rhapsody”, il film che Bryan Singer (quello de “I soliti sospetti” e “X-Men”) sta girando a Londra. La foto di una scena che rievoca il Live Aid del 1985 è stata pubblicata l’altro giorno in occasione del “Freddie for a day”, quando il cantante, scomparso prematuramente, avrebbe compiuto 71 anni.

Il film, atteso nelle sale americane il 25 dicembre 2018, racconta quindici anni della vita e della carriera di Mercury, dal 1970, anno della nascita dei Queen, fino alla storica esibizione del 1985, al Live Aid, sei anni prima della morte. «Non sarà un tradizionale biopic, ma una celebrazione» ha precisato il regista.

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