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A Parma le facce della musica

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L'avvocato-cantautore Paolo Conte, una delle 100 facce della musica italiana fotografate da Giovanni Gastel.

Apre domani a Parma una mostra del fotografo Giovanni Gastel, che ha immortalato per Rolling Stone i 100 volti più influenti della musica pop italiana.

Cento scatti per raccontare la musica italiana: è il progetto del fotografo Giovanni Gastel pubblicato in un numero speciale della rivista musicale Rolling Stone nel febbraio 2015, diventato poi un documentario prodotto da Sky Arte HD e una mostra itinerante che – dopo essere stata ospitata alla Fabbrica del Vapore di Milano, alla Villa Reale di Monza e alla Castiglia di Saluzzo – apre i battenti domani al Palazzo del Governatore di Parma, dove si potrà visitare fino al prossimo 19 marzo.

Si va dai Verdena a Ornella Vanoni, da Fabri Fibra a Gianna Nannini e poi Cesare Cremonini, Francesco De Gregori, Paolo Conte, Eugenio Finardi, Morgan, Ligabue, Jovanotti, Litfiba, Marco Mengoni, Subsonica, Negramaro e Vasco Rossi. Una selezione dei volti più influenti della musica, dalle popstar alle case discografiche, dagli organizzatori di eventi live agli executives della digital music.

Riflessi, sguardi decisi, cicatrici importanti e sorrisi luminosi, sinceri, la semplicità di un gesto, il lavoro di Gastel racconta ed esprime l’anima e la personalità di ognuno dei personaggi immortalati, con un vero e proprio atto di amore per la musica italiana. Il ritrattista ha voluto riprendere tutti i suoi 100 soggetti in studio per parlare con loro ed essere certo che la sua luce a led, progettata per l’occasione, riflettesse negli occhi di ognuno.

“Dicono che Dioniso girasse per il mondo con un festante carriaggio di musici e cantori in una gioiosa e un po’ ebbra pantomima di invasione del mondo. Ecco, quando la musica italiana è entrata nel mio studio e io ho aperto la porta a quella sorridente brigata di artisti e personaggi, ho subito pensato che Dioniso fosse infine arrivato a invadere anche me. E forse così è stato!” ha dichiarato Gastel.

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